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Vstala primorska [Vstajenje Primorske]

Lev Svetek [Zorin]


Lingua: Sloveno


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[1944]
Parole / Lyrics / Tekst: Lev Svetek-Zorin
Musica / Music / Glasba: Rado Simoniti

vstala


"Vstala Primorska è un canto patriottico sloveno divenuto inno non ufficiale. Divenne famoso ai tempi della resistenza antifascista all'occupazione italiana della Slovenia. Le parole di Lev Svetek-Zorin sono state messe in musica da Rado Simoniti" (Emilio Quinzi)

Vstajenje Primorske je slovenska rodoljubna pesem in (neuradna) himna Primorcev. Nastala je februarja 1944 v kurirski karavli v Križni gori nad Colom. Avtor Lev Svetek-Zorin se je dan po prihodu na karavlo povzpel na bližnji vrh, kjer ga je prevzel pogled na Vipavsko dolino in naprej čez Kras do Tržaškega zaliva. Še isti večer je na mitingu prebral še svežo Vstajenje Primorske. Pesem se je razšilila prav zaradi italijanskega fašizma ter zatiranja primorskih Slovencev in narodnega boja proti fašizmu, ko je bila Primorska po Rapalski pogodbi priključena Italiji. Uglasbil in z avtorjevo odobritvijo priredil jo je Rado Simoniti leta 1968 za proslavo ob 25. obletnici splošne primorske vstaje ob padcu fašizma jeseni 1943. Za refren je uporabil melodijo refrena iz uglasbitve pesmi Bazovica skladatelja Frana Edvarda Venturinija zato, da bi pesmi povezal tudi na simbolni ravni. - sl.wikipedia
Nekdaj z bolestjo smo v sebe zaprli
svoje ponižanje, svoje gorje,
krik maščevanja na ustnih zatrli,
ga zakopali globoko v srce.
 
Toda glej, planil vihar je presilen,
kot pajčevine raztrgal okov,
šinil je zopet žar novega dneva,
tja do poslednjih primorskih domov.
 
Strojnice svojo so pesem zapele,
zrak je pretreslo grmenje topov,
širne poljane so v ognju vzplamtele,
klic je svobode vstal sredi gozdov.
 
Vstala Primorska si v novo življenje,
z dvignjeno glavo korakaj v nov čas!
V borbah, ponižanju, zmagah, trpljenju
našla si končno svoj pravi obraz.

inviata da emilio quinzi - 12/7/2010 - 03:45



Lingua: Italiano

Versione italiana di ouranos

Guardate che non è esattamente una canzone "contro la guerra", è una canzone partigiana, e come tale non è proprio il massimo del pacifismo. Non voglio polemizzare su giusto/ingiusto, i fascisti hanno fatto altrettanto e forse peggio, ma volevo solo dire che non è una canzone contro la guerra... molto bella comunque, grazie per averla messa!
Un tempo abbiamo con dolore rinchiuso in noi stessi
la nostra umiliazione, la nostra rabbia,
il grido di vendetta, represso sulle labbra
lo abbiamo sepolto in fondo al cuore.

Ma, guarda, una tempesta fortissima si è abbattuta
ed ha spezzato le catene di schiavitù come fossero ragnatele,
e nuovamente splende il raggio del giorno nuovo
fino a lì, sulle ultime case del Litorale.

Le mitraglie hanno cantato la loro canzone,
il rombo dei cannoni ha fatto tremare l'aria
e le grandi distese si sono infiammate,
un grido di libertà si è levato tra i boschi.

Primorska, ti sei levata ad una nuova vita,
con la testa alta cammina verso un'altra epoca!
Nelle lotte, nell'umiliazione, nelle vittorie e nella pena
hai finalmente ritrovato il tuo vero volto!

inviata da ouranos - 15/2/2012 - 15:51


Fu scritta nel 1924 in conseguenza del Trattato di Rapallo che confermava la conquista della "Slovenia" da parte degli italiani, avvenuta nei primi giorni di novembre del 1918. Il Trattato di Londra da essi firmato nell'aprile del 1917 con le potenze occidentali mentre erano ancora alleati dell'Austria, assegnava a loro come confine, il crinale che andava dal monte Triglav al monte Snežnik (Tricorno e Nevoso).

Ai tempi del trattato di Londra non si pensava alla fine dell'Impero asburgico e l'imprevisto Wilson, chiamato per salvare le potenze occidentali, aveva introdotto il principio di "autodeterminazione dei popoli", sebbene questo principio fosse ferocemente deriso dalla stampa austriaca ricordando l'imperialismo di tutti gli occidentali, ad esempio degli USA nella recente guerra per la conquista di Cuba. Ma il Patto di Londra era un inno all'imperialismo occidentale: nessuno pensò di consultare le popolzioni che venivano considerate parte dei territori, come le galline facevano parte dei pollai. Solo la Carinzia, una parte del Burgenland, una parte della Saar ed una parte della Danimarca ebbero dei referendum di annessione; tutti gli altri dovettero subire l'invasione occidentale.

Dopo la fine della guerra, il generale Badoglio che aveva il comando, si affrettò a conquistare il crinale assegnato ed estendersi ad oriente per quanto gli fu possibile. Marciò verso Lubiana, che fu salvata dalla marcia a tappe forzate di una neonata Brigata SHS (stato degli sloveni, croati e serbi) reclutata in fretta ed in furia tra gli ex soldti AU e che passò sul carso triestino riuscendo a schierarsi all'utimo minuto.

Sotto gli occhi di Wilson, Badoglio non affrontò lo scontro armato e si fermò a 7 km da Lubiana, dove fu posto il confine e ratificato in seguito dal Trattato di Rapallo. Fu occupata in questo modo, quasi la metà dell'attuale territorio sloveno. Ma anche parte della Carinzia, con la città di Tarvis e la Valcanale; tralasciamo l'Istria, la Dalmazia, l'Albania eccetera.

Le truppe di Badoglio apponevano cippi commemorativi del fino ad allora sconosciuto Console Romano Caio Postumio, per rivendicare l'italianità della città di Postoijna, in italiano Postumia. In seguito fu ripristinata l'antica strada consolare romana "Postumia" che doveva collegare Genova con Aquileia: e fu prolungata fino alla città di Postojna chiamata Postumia; come si legge ancora oggi sulle case cantoniere in provincia di Udine e Gorizia.

La città di Postojna vide da un giorno all'altro cambiare le sue strade, che si chiamarono "Vittorio Emanuele" eccetera, mentre le vetrine dei negozi con le insegne in sloveno, stridevano con l'atmosfera surreale dell'occupazione italiana. Furono stanziati decine di migliaia di soldati, la prima misura a Postojna fu di inserirvi un battaglione di carabineri che prese possesso di un precedente caserma, ma accadde lo stesso in tutti i territori occupati. Furono cambiati i toponimi dei nuovi territori, perchè i "vecchi" erano già stati conquistati nel 1915 ed italianizzati in modo anche molto maldestro (Vedi ad esempio il "Monte Nero", errore di traduzione da Krn").

Già nel 1918 era partita la pulizia etnica da parte degli italiani, 25 mila cittadini polesani furono espulsi su un totale di 40 mila dall'Istria, altri stimati fino a 40 mila furono espulsi da Trieste, degli altri territori non si hanno stime attendibili. Contemporaneamente, vi venivano riversate decine di migliaia di coloni italiani.

Nel 1919 i territori conquistati, specie quelli misti e multietnici, erano già a "ferro e fuoco" da parte degli Arditi spediti in massa a delinquere, mentre si costituivano i primi "fasci di combattimento"; ma la prima vittima dell'odio etnico itlaiano è un cittadino triestino di madre lingua slovena, il 2 novembre del 1918. Seguirono i noti fatti del Balkan e le decine di altri attentati etnici, ma anche la rivolta popolare del quartiere di San Giacomo del settembre 1920 sedata a cannonate dalla Brigata Sassari (la rivolta non era solo politica ed operaia, ma anche contro l'occupazione italiana).

Con l'avvento del fascismo nel 1922 la situazione peggiorò perchè l'Italia non era più tenuta ad osservare nemmeno la forma (in precedenza agivano gli Arditi mentre i carabinieri guardavano altrove). Si formò il TIGR, organizzazione per la liberazione del Litorale e Vstala Primorska fu il suo inno. Uno dei primi attentati del TIGR fu quello al "Faro della Vittoria", progetto austriaco trasformato in monumento nazionalista dall'occupante italiano; ne seguirono i primi processi contro il TIGR e le prime esecuzioni pubbliche.

Vstala Primorska non è pacifista? Come ci si può liberare altrimenti dagli oppressori? Gettandogli fiorellini? Ascoltate questo meraviglioso inno, lasciate che i brividi scorrano sulla vostra pelle e pensate alla fiera popolazione del Litorale che resistette sempre contro l'occupzione italiana, poi fascista, poi nazi-fascista ed oggi italo-repubblicana, perchè non tutto il Litorale è ancora libero.

Sandi Stark - 18/3/2013 - 05:25


Errata corige, solo alcune parti musicali risalgono ai tempi del TIGR ed agli anni '30; fu eseguita ufficialmente la prima volta negli anni '60.

Sandi Stark - 18/3/2013 - 06:25


Ho letto con interesse tutto quanto,canzone e la descrizione dei fatti.
Mi sembra però che il trattato di Londra sia avvenuto
prima dell'entrata in guerra dell'Italia, cioè nell'aprile
1915 e non 1917 come scritto.
Grazie per l'attenzione

Battù Luciano - 29/3/2014 - 09:26


Sandi Stark "non tutto il litorale è ancora libero"? Che vuoi dire? Occupazione italo-repubblicana? Sai almeno di cosa parli? Vi abbiamo già dato abbastanza territori, anzi, li avete vinti voi (giustamente anche). Se volete essere rispettati, imparate a rispettare prima di tutto i confini e i patti, e non reclamate terre che NON sono vostre, così come non lo facciamo noi... Altrimenti... il confine è a pochi km di distanza, e potete tranquillamente oltrepassarlo, tanto oggi è facile con l'UE e tutto il resto...

L'Uomo Ragno - 22/7/2015 - 18:01


Caro Uomo Ragno, potrei sbagliarmi ma credo proprio che Sandi Stark sia cittadino italiano e non abbia dunque bisogno di passare alcun confine per venire "da noi"...

CCG Staff - 22/7/2015 - 18:08


CCG Staff da quel che ha detto nell'ultima frase, sembrava che rivendicasse territori, percui mi sembrava che non era italiano; comunque cosa intende con "da noi"?

L'Uomo Ragno - 22/7/2015 - 18:50


"Voi" chi, "noi" chi... signor Uomo Ragno? Vuole cacciare gli ultimi resistenti come il sottoscritto, la cui famiglia vive nel Litorale da diversi secoli prima che qualcuno si sognasse di creare uno Stato e di chiamarlo Italia?

Mi permetto di informarLa che tale pensiero, di espellere i nativi dai territori occupati a mano armata, sarebbe tipicamente "fascista".

Ma non sottilizziamo sui termini, l'importante sono i concetti ed il Suo pensiero è condiviso da ampie schiere di italiani, sia a proposito del Südtirol che del Litorale, mentre nessuno parla della Valcanale che ricevette il trattamento peggiore, perchè almeno nella provincia di Bozen, le "opzioni" nazi-fasciste furono interrotte e si permise il rientro dei nativi.

Quando conto i messaggi come il Suo nei blog che trattano di questi temi, scopro percentuali che vanno dal 70% sulle testate di sinistra al 95% su quelle di destra.

Potrei arguire che gli italiani sono sempre culturalmente fascisti almeno per 3/4 della popolazione? Tale teoria è molto diffusa oltre confine, quando ero ragazzino e la sentivo dire dai carinziani, dagli sloveni e dai croati, pensavo fossero vecchi scemi, ma in età adulta sono stato costretto a ricredermi.

Sono uno dei pochi... ho scritto prima, quanti dei nativi furono "esodati"... ma non ho scritto della colonizzazione ricevuta e degli esodi della seconda "liberazione"... sempre non richiesta.

Morale, oggi i "nativi" del Litorale sono inferiori ad 1/3-1/4 nelle zone più colpite che furono Gorizia e Trieste mentre nella parte friulana dove non furono effettuate pulizie etniche, continuano ad essere maggioranza.

Per noi non è un problema convivere con altri popoli ed altre culture... lo abbiamo fatto per secoli e ne conseguì la nostra ricchezza e varietà culturale. Ma di quelli che sono arrivati 3 generazioni fa con lo schioppo in mano ed ora dicono "qui è Italia se non ti piace vattene", ne farei volentieri a meno.

Sarebbe ingiusto "espellere" per ritorsione tutti gli italiani, almeno 1/4-1/3 di essi non è culturalmente o geneticamente fascista, secondo le mie stime.

Quindi non ci rimane che aspettare... tenga presente che nessuno Stato è eterno e che prima o poi l'Italia non ci sarà più. Allora i miei discendenti faranno 1 mese di festa, per rispettare la volontà dei miei avi che non potevano vedere gli italiani nemmeno con il cannocchiale e come io tramando ai miei discendenti.

E non sono il solo... siamo pochi ma cresciamo di numero, da quando scrivere libri ed articoli contro la vulgata nazionalista italiana non è più "vilipendio alle forze armate" e cioè dal 1996. Non grazie ad una presunta libealità di pensiero italiana che non è mai esistita, ma grazie all'ONU ed alla UE che costrinsero l'Italia a modificare alcune sue leggi.

Se nel frattempo gli italiani volessero imparare a stare al mondo senza bandiere, nazionalismi e confini, con il rispetto totale di tutte le minoranze sociali, linguistiche ed etniche... lo scenario cambierebbe. Ma tale possibilità è un'Utopia più grande dell'Anarchia.

Sandi Stark - 19/11/2015 - 13:34


-Sandi Stark:
""Voi" chi, "noi" chi... signor Uomo Ragno?" Non sei Sloveno/Slavo? Non è un problema mio se ti offendi se qualcuno nomina il tuo gruppo etnico, anziché andarne fiero.

"Vuole cacciare gli ultimi resistenti come il sottoscritto" Mai detto ciò... comprati un buon paio di occhiali, non ho voglia di discutere con chi vede (o, peggio, fa finta di vedere) cose che non ho detto. Il tuo pregiudizio è che chiunque sia fascista o Italiano (intendiamoci, non mi considero "fascista" dal momento che tale movimento è passato alla storia e definirsi oggi così è da buffoni; possiamo dire che la mia visione del mondo è molto prossima a quella proposta dal Fascismo) condivida l'idea per la quale bisognerebbe eradicare con ogni mezzo ogni etnia storica non-italica residente sul suolo italiano. E già qua ti sbagli di grosso.

"la cui famiglia vive nel Litorale da diversi secoli prima che qualcuno si sognasse di creare uno Stato e di chiamarlo Italia?" Piano; una cosa è lo stato chiamato "Italia", tutt'altra cosa è la realtà etno-nazionale e geografica che esiste da 2 millenni e che fu unificata dall'Impero Romano; tra l'altro non scordarti che la lingua di Dante era conosciuta addirittura a Ragusa di Dalmazia (Dubrovnik) a partire almeno dal 1500, e se non vado errato anche lingua ufficiale.

Se l‘Italia ha perpetuato angherie verso il tuo gruppo etnico (e certamente riconosco i crimini e le infamie di alcuni nostri camerati nelle terre di confine italiane), di certo non è un buon motivo per irriderne la Storia e affermare falsamente che "l'Italia esiste dal 1861" (tra l'altro ti ricordo che il regno SHS esiste dal 1918, e la Slovenia dal 1991). Per quanto riguarda la tua famiglia, ovvero il gruppo etnico storico sloveno in Italia, ma ben venga che sia tutelato, essendo minoranza storica in Italia, radicata nelle nostre terre addirittura dal lontano 590 dopo Cristo se non vado errato.

"Mi permetto di informarLa che tale pensiero, di espellere i nativi dai territori occupati a mano armata, sarebbe tipicamente "fascista"." Sì, solo fascista... infatti i massacri delle foibe, il genocidio degli armeni, l'estinzione dei nativi americani e l'aggressione al Tibet sono tutti crimini "fascisti". Te lo ripeto caro, nelle terre abitate dagli Slavi nella Venezia Giulia e dai Tedeschi nella Rezia Cisalpina (Alto Adige/Südtirol) non si può negare che ci fu un piano di pulizia etnica ai danni di queste popolazioni e talvolta infami crimini ai danni della popolazione locale (prima che tu lo chieda, no: non lo dico certo per pararmi il culo; le vittime civili vanno rispettate tutte, e i crimini vanno riconosciuti).

"Ma non sottilizziamo sui termini, l'importante sono i concetti ed il Suo pensiero è condiviso da ampie schiere di italiani, sia a proposito del Südtirol che del Litorale, mentre nessuno parla della Valcanale che ricevette il trattamento peggiore, perchè almeno nella provincia di Bozen, le "opzioni" nazi-fasciste furono interrotte e si permise il rientro dei nativi." Come? Qual'è il mio "pensiero"? Non sto scherzando, come fai a capire ciò che penso di questa questione solo da un commento su un sito di canzoni? Seriamente ti prego dimmelo.

Per il resto, vale quanto detto prima: i crimini sono crimini, inutile girarci intorno; sia che essi siano "neri", "rossi", americani etc. etc. Per onestà però andrebbe ricordato il trattamento riservato agli Italiani dalmati che furono inclusi nel regno SHS dopo la fine della Grande Guerra, che non fu dei migliori (e parliamo di comunità radicate in quei luoghi dai tempi della conquista romana dell'Illiria, quindi molto tempo prima della calata delle tribù slave).

"Quando conto i messaggi come il Suo nei blog che trattano di questi temi, scopro percentuali che vanno dal 70% sulle testate di sinistra al 95% su quelle di destra."
Amico, c'è una lunga storia dietro quel mio messaggio "infantile" che scrissi più di un anno fa ;) dico subito che non sono il tipo di persona che crea flame wars sotto ad articoli di blog il cui pensiero è palesemente contrario al mio, ma ai tempi circolava letteralmente ovunque un troll "sloveno" (faceva finta di essere sloveno, in verità erano due dietro lo stesso account: un rumeno che viveva in Italia e un neo-zelandese) che appena apriva bocca inneggiava all'eccidio delle foibe e a episodi di violenza contro gli Italiani, asserendo addirittura che questi ultimi non erano bianchi.
Si consideri che la mia reazione è stata, lo ammetto, inopportuna, ma perlomeno non menzionavo per ripicca, come facevano alcuni idioti di pessimo gusto, le deportazioni degli Slavi nei campi di concentramento di Arbe, Gonars etc.

Davvero congratulazioni se conti tutti messaggi nei blog e ne realizzi statistiche; personalmente lo trovo un hobby noioso, dunque spero tu lo faccia per lavoro. Scherzi a parte, penso sia normale ci sia ancora un leggero clima di astio tra Slavi e Italiani, o tra Tedeschi e Italiani: dopotutto vi abbiamo praticamente "invaso" (rimasi letteralmente stupito quando lessi, un paio di mesi fa, che a Bolzano il 70% circa della popolazione è di madrelingua italiana; una situazione davvero grottesca, considerando che quell'area è compattamente germanica da almeno 1000 anni; certo, poi vanno considerati anche i Ladini, i quali sono praticamente italiani etnicamente); come dimenticare poi i vari movimenti terroristici sorti in risposta (uno lo hai citato tu prima, il TIGR)?

"Potrei arguire che gli italiani sono sempre culturalmente fascisti almeno per 3/4 della popolazione? Tale teoria è molto diffusa oltre confine, quando ero ragazzino e la sentivo dire dai carinziani, dagli sloveni e dai croati, pensavo fossero vecchi scemi, ma in età adulta sono stato costretto a ricredermi."
Ovviamente; per logica, avremmo al governo dei "fascisti", dato che i 3/4 della popolazione è la maggioranza della popolazione è noi siamo in democrazia...
Amico, fatti un giro per l'Italia e poi dimmi se vedi così tanti "fascisti" (anche se penso tu stia parlando solo degli italiani di Trieste e dintorni);
allora se ragioniamo per stereotipi... gli Sloveni sono tutti (pardon! I 3/4) "rossi" e i Croati tutti Ustascia. Ovviamente sto scherzando per farti capire la follia del tuo ragionamento. Sarebbe poi interessante sapere se "culturalmente fascista" voglia dire letteralmente "culturalmente fascista", o se con tale termine tu ti riferisca solo ad una frangia della destra italiana tipicamente (penso possa dirlo senza essere considerato un traditore) ignorante.

"Sono uno dei pochi... ho scritto prima, quanti dei nativi furono "esodati"... ma non ho scritto della colonizzazione ricevuta e degli esodi della seconda "liberazione"... sempre non richiesta."
Buon per te; fa sempre piacere sapere che c'è ancora qualcuno fedele alle proprie tradizioni e alla propria terra. È ovvio che io stesso sono contrario alle migrazioni di massa, come (ripeto) avvenuto in Alto Adige ai danni dei Tedeschi, nella Venezia Giulia italiana ai danni degli Sloveni e in Istria ai danni degli Italiani. Solo ti prego non confondere il concetto di etnia con quello di Nazione, anche se è facile confonderli.

Degli esodi ne so anch'io qualcosa, sia Slavi che Italiani.

"Morale, oggi i "nativi" del Litorale sono inferiori ad 1/3-1/4 nelle zone più colpite che furono Gorizia e Trieste mentre nella parte friulana dove non furono effettuate pulizie etniche, continuano ad essere maggioranza."
Piano; prima di tutto cosa intendi con "Litorale"? La zona della Venezia Giulia sotto sovranità italiana? E cosa intendi per "nativi"? Le persone di etnia slovena di quelle terre? In tal caso ti informo che, soprattutto nelle città costiere come Trieste, la maggioranza fu sempre italiana (fino al 1800 a Trieste si parlava un vernacolo retoromancio; detto volgarmente: ladino). A Gorizia, pur essendo compattamente slava dai tempi delle migrazioni slave (alto medioevo), credo sia sopravvissuta sempre una comunità latinofona retoromancia (friulani), tanto che in città ri-divennero maggioranza.
Poi, ripeto per l'ennesima volta, le migrazioni di massa sono sempre fallimentari.

"Per noi non è un problema convivere con altri popoli ed altre culture... lo abbiamo fatto per secoli e ne conseguì la nostra ricchezza e varietà culturale. Ma di quelli che sono arrivati 3 generazioni fa con lo schioppo in mano ed ora dicono "qui è Italia se non ti piace vattene", ne farei volentieri a meno."
Bravo; se non sbaglio la cultura e lingua slava di quelle parti presenta molti retaggi latini dovuti al contatto con le popolazioni friulane. Confermi? Per non parlare della genetica (quella seria, non quella di cui tu parli a vanvera due righe dopo riferendoti ai fascisti), che è molto simile a quella neolitica tipicamente italiana che non a quella di altri Paesi slavi "puri" (ovvero situati in quelle zone da dove gli Slavi medievali cominciarono a migrare) come Polonia, Ucraina, Russia e Bielorussia, che sono preponderantemente mesolitici.

Chi dice "qui è Italia, se non ti piace vattene", mi dispiace dirtelo, ma ha ragione. Piuttosto ha torto marcio chi dice "in Italia si parla solo italiano", negandoti di coltivare le tue tradizioni e la tua cultura. Capisci che c'è una bella differenza, e anch'io farei volentieri a meno di questi prepotenti...

"Sarebbe ingiusto "espellere" per ritorsione tutti gli italiani, almeno 1/4-1/3 di essi non è culturalmente o geneticamente fascista, secondo le mie stime."
Ahahahahahahaha scusa, non posso fare a meno di ridere ahahahahahahah mi hai risollevato il morale, sul serio!
Cosa vuol dire "geneticamente fascista"?
E, soprattutto, lascia perdere queste stime; dedicati a qualcosa di più divertente amico.

Seriamente, penso sia una questione un po' complicata e per certi versi irreversibile; l'ideale sarebbe ristabilire la situazione com'era prima della guerra, quando non erano avvenute queste grandi migrazioni verso le terre di confine; ma, come puoi capire, non è molto facile da applicare: bisognerebbe incoraggiare queste persone a tornare nelle loro zone d'origine (il Meridione principalmente) e nello stesso tempo promuovere la cultura etnica locale di quei luoghi (nel tuo caso, la Slavia veneta immagino).

"Quindi non ci rimane che aspettare... tenga presente che nessuno Stato è eterno e che prima o poi l'Italia non ci sarà più. Allora i miei discendenti faranno 1 mese di festa, per rispettare la volontà dei miei avi che non potevano vedere gli italiani nemmeno con il cannocchiale e come io tramando ai miei discendenti." Che fai, sfotti? XD
Lungi da me farti una lezione di storia su una popolazione che conoscerai di sicuro meglio di me dal momento che ne fai parte, ma gli Slavi, essendo una popolazione fortemente "ariana", "indo-europea", dunque guerriera e patriarcale credo che basassero (e forse lo fanno ancora, come possiamo osservare dai nazionalisti Polacchi per esempio) la loro identità sul potere statuale, come testimoniano i vari principati e regni slavi medievali come la Carantania, la grande Moravia, la Rus di Kiev, Novgorod, i regni di Croazia e Serbia; fa davvero strano sentirti dire questo; tra l'altro sembra tanto un ammonimento del tipo "ricordati che devi morire"... chissà che quando, come dici tu, "l'Italia non esisterà più", forse non esisterà più neanche la tua discendenza... mai dire mai!

"E non sono il solo... siamo pochi ma cresciamo di numero, da quando scrivere libri ed articoli contro la vulgata nazionalista italiana non è più "vilipendio alle forze armate" e cioè dal 1996. Non grazie ad una presunta libealità di pensiero italiana che non è mai esistita, ma grazie all'ONU ed alla UE che costrinsero l'Italia a modificare alcune sue leggi"

Non commento tutto perché sarebbe inutile rispondere ad una tale affermazione idiota, senza offesa; renditi solo conto che tu stesso, che critichi tanto il "nazionalismo" (suppongo, a quanto vedo scritto) sei, a mio parere, inconsciamente un etno-nazionalista (che è pur sempre nazionalismo), dal momento che poni l'accento al fatto di preservare le tradizioni, i vernacoli, la cultura slave di quei luoghi. Sono anche d'accordo con te per alcuni concetti espressi, ma non sopporto davvero questo ipocrita odio contro l'Italia che ha sì recato danno alle realtà etniche locali in passato, ma di certo non è stata né l'unica, né quella che ha fatto il maggior danno in Europa.

"Se nel frattempo gli italiani volessero imparare a stare al mondo senza bandiere, nazionalismi e confini, con il rispetto totale di tutte le minoranze sociali, linguistiche ed etniche... lo scenario cambierebbe. Ma tale possibilità è un'Utopia più grande dell'Anarchia."
Esatto, perché solo gli Italiani adoperano bandiere, nazionalismi, confini e non rispettano le minoranze sociali, linguistiche ed etniche...

Se non l'avessi capito, sono sarcastico; e con questo non voglio certo giustificare gli Italiani, ma far capire che non siamo gli unici, come cerchi disperatamente di far credere tu.
Sono sicuro che non tutti gli Sloveni sono come te (come non tutti noi Italiani abbiamo astio nei vostri confronti) e credo che molti siano aperti al dialogo nell'ambito etno-nazionale.

Mi scuso con questo blog, che tra l'altro non frequento neanche, per la lunga discussione che ne è venuta fuori.

L'Uomo Ragno - 25/9/2016 - 17:47


Mah, ho trovato sinceri è un po' astiosi tutti e due i litiganti.
Uomo Ragno molto ipocrita (dice sempre di non volere insultare e insulta continuamente). Un po' chiuso in sé stesso (anche se io sto più dalla sua parte che non dall'altra) Stark.

Lorenzo.maina@gmail.com - 16/9/2017 - 11:00


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