Lingua   

Les frères

Boris Vian


Lingua: Francese


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[1950]
Paroles et musique de Boris Vian
Testo e musica di Boris Vian

Qualche mese fa, mi è stato regalato il volume dei « Livres de Poche » contenente tutte le canzoni scritte da Boris Vian. Sono oltre quattrocento, quando in rete se ne trovano, sì e no, meno della metà. E così, sfogliando sfogliando, mi accorgo regolarmente di qualche canzone enorme che mi era sfuggita, di un testo che avrebbe dovuto stare qui dentro da anni, e che invece ancora non c’è. E’ il caso di « Les frères », che in origine è la poesia finale delle « Cantilènes en gelée », leggermente modificata da Vian al momento di metterla in musica. Una versione parziale fu incista da « Les Quatre Barbus » con il titolo di « Signe particulier : néant ». E’ la storia di quattro uomini, o meglio le loro storie e le loro vite ordinarie. Dei « [signori nessuno », « segni particolari : nessuno ». Storie e vite che si coagulano nella strofa finale, quando i quattro si ritrovano vestiti allo stesso modo, da soldati, da fratelli umani mandati al macello nella battaglia della Somme.
Il testo fa parte di quelli introvabili in rete. Lo ricopio quindi dalle pagine 283-286 del « Livre de Poche ». [RV]
Dans un chemin banal
du côté de la Somme
il y avait quatre hommes
et pas de caporal

Le premier s’appelait Jules.

Il posait des gouttières et réparait les vitres
et dans sa vie privée, il était somnambule
Tous les lundis matin, il avait mal au crâne
Y a qu’à la fin d’la s’maine que l’on se porte bien
Ses cheveux étaient frisés
nez droit, yeux bleus
bouche ordinaire, et menton rond
taille : un mètre soixante-deux
signes particuliers : néant.
Un jour, il fit la connaissance
d’une fille très remarquable,
elle n’était pas comme les autres.
Vu qu’il penchait pour la décence
et qu’elle voulait rester convenable
ils firent de leur côté ce que l’on fait du nôtre,
ils eurent de ce fait deux enfants sans effort.

Le second s’appelait Victor.

Il vendait des cravates et des pierres à briquet
et dans sa vie privée, il souffrait de ses cors.
Tous les lundis matin, il buvait beaucoup d’eau
y a qu’à la fin d’la s’main que l’on se porte bien.
Son nez ? Un nez busqué
zyeux noirs, cheveux noirs
bouche ordinaire, menton rond
taille : un mètre cinquante-huit
signes particuliers : néant.
Un jour qu’il allait au travail
une fille au regard troublant
vint à passer sur son chemin.
Cela fit sortir de ses rails
le wagon de ses sentiments,
il leur vint donc l’idée de s’ coller le lend’main.
Tous les samedis soir, ils jouaient au billard.

Le troisième s’appelait Léon.

Il était chien dentiste et vivait de chicots
et dans sa vie privée, il avait des visions
Tous les lundis matin, il avait la bouche sèche,
y a qu’à la fin d’la s’main que l’on se porte bien.
Ses yeux avaient des reflets verts
cheveux châtain, nez en trompette
bouche ordinaire, menton rond,
taille : un mètre soixante-sept
signes particuliers : néant.
Un beau jour, il eut l’avantage
de s’aventurer par hasard
dans la chambre de sa servante
qui vivait au sixième étage.
Il y retourna tous les soirs
mais la douce Marie devint si fainéante
qu’il lui offrit son lit et lui paya une bonne.

L’ dernier s’ nommait Michel.

L’ dernier s’ nommait Michel, il était cuisinier
et dans sa vie privée, il avait la gravelle
Tous les lundis matin, sa mâchoire lui f’sait mal,
y a qu’à la fin d’la s’main que l’on se porte bien.
Ses cheveux étaient roux foncé
nez moyen, œils bruns
bouche ordinaire, menton rond
taille ? Un mètre quatre-vingts
signes particuliers : néant.
Un jour, il lui tomba la chance
de nouer quelques relations
avec la jolie Marinette
qui exerçait avec conscience
-de modiste- la profession.
C’est pour elle, un beau soir qu’il conçut la recette
de l’organdi en croûte à la sauce aux dentelles.

Comme ils étaient copains, ils s’habillaient pareil,
un pantalon crasseux, des bandes molletières,
une lourde capote en tissu pour chevaux
un fusil tout graisseux, d’ignobles godillots ;
Comme ils étaient copains ils ne se quittaient pas
ils mettaient tout ensemble et se partageaient tout :
nez busqué, nez moyen, nez droit, nez en trompette,
bouche ordinaire, menton rond.
Même, depuis un bout de temps,
comme ils étaient copains, ils s’habillaient pareil :
on ne f’sait pas d’jaloux : y avait pour chacun d’eux
un bon mètre de terre avec une petite croix.

Signe particulier : néant.

inviata da Riccardo Venturi - 10/12/2005 - 08:11



Lingua: Italiano

Versione italiana di Riccardo Venturi
11 dicembre 2005
I FRATELLI

Su una strada comunale [*]
dalle parti della Somme [**]
c’erano quattro uomini
e nessun caporale

Il primo si chiamava Jules.

Sistemava grondaie e riparava vetri
e nella sua vita privata era sonnambulo
Tutti i lunedì mattina aveva il mal di testa,
si sta bene soltanto alla fine della settimana.
Aveva i capelli ricci,
il naso diritto, gli occhi azzurri,
bocca normale, la bazza rotonda
statura : un metro e sessantadue
segni particolari : nessuno.
Un giorno fece la conoscenza
d’una ragazza che lo colpì molto,
non era come le altre.
E visto che lui propendeva per la decenza
e che lei voleva restare una ragazza perbene,
da parte loro fecero quel che si fa da parte nostra,
da tutto questo ebbero due figli senza sforzo.

Il secondo si chiamava Victor.

Vendeva cravatte e pietrine per accendini
e nella sua vita privata gli facevan male i calli.
Tutti i lunedì mattina beveva tanta acqua
si sta bene soltanto alla fine della settimana.
Il naso ? Arcuato,
occhi neri, capelli neri
bocca normale, la bazza rotonda
statura : un metro e cinquantotto,
segni particolari : nessuno.
Un giorno, mentre andava al lavoro
una ragazza dallo sguardo sconvolgente
si trovò a passare per la sua strada,
facendogli deragliare
il vagone dei sentimenti.
Pensarono dunque d’incollarsi l’uno all’altra, il giorno dopo.
Tutti i sabati sera, giocavano al biliardo. [***]

Il terzo si chiamava Léon.

Faceva il meccanico dentista e viveva di denti rotti,
e nella sua vita privata aveva delle visioni
Tutti i lunedì mattina aveva la gola secca,
si sta bene soltanto alla fine della settimana.
Aveva gli occhi con dei riflessi verdi,
capelli castani, il naso all’insù
bocca normale, la bazza rotonda
statura : un metro e sessantasette,
segni particolari : nessuno.
Un bel giorno gli capitò in sorte
di avventurarsi, per caso,
nella camera della sua cameriera
che abitava al sesto piano.
Ci ritornò tutte le sere
ma la dolce Maria diventò talmente fannullona
che lui le offrì il suo letto e le pagò una domestica.

L’ultimo si chiamava Michel.

L’ultimo si chiamava Michel, faceva il cuoco
e nella sua vita privata aveva la renella
Tutti i lunedì mattina gli doleva la mascella,
si sta bene soltanto alla fine della settimana.
Aveva i capelli rossi scuri
naso medio, occhi marroni
bocca normale, la bazza rotonda,
la statura ? Un metro e ottanta,
segni particolari : nessuno.
Un giorno gli succedde
di stringere qualche rapporto
con la bella Marinette
che esercitava coscienziosamente
la professione –di modista, eh.-
Fu per lei, che una sera inventò la ricetta
dell’organza in crostone con la salsa di pizzi.

Siccome erano amici, si vestivano uguali,
dei pantaloni zozzi, delle fasce gambiere,
un pastrano pesante, degli ignobili scarponi militari ;
e siccome erano amici, stavano sempre insieme,
mettevano tutto in comune, si dividevano tutto :
il naso arcuato, il naso medio, il naso diritto, il naso all’insù,
la bocca normale, la bazza rotonda.
E anche dopo un po’ di tempo,
siccome erano amici, continuarono a vestirsi uguali,
senza gelosia : per ognuno di loro
ci fu un bel metro di terra con sopra una crocetta.

Segni particolari : nessuno.
Note alla traduzione:

[*] Doppio senso: un "chemin banal" è sì una strada comunale o parrocchiale (in Italia si direbbe una "strada vicinale"), ma può voler dire anche, alla lettera, una "strada qualunque". Il riferimento è comunque chiaramente al Chemin des Dames, la località che vide uno dei più sanguinosi scontri durante la prima battaglia di Verdun e della Somme.

[**] Vedi la nota precedente.

[***] "Jouer au billard", in argot: "fare l'amore".

10/12/2005 - 08:50


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