Lingua   

Désertion

Gilles Servat


Lingua: Francese

Scarica / ascolta

Loading...


[1996]
Paroles et musique: Gilles Servat
Testo e musica: Gilles Servat
Album: Litanies pour l'an 2000

litdeux
A differenza del "Déserteur", in questa canzone l'atto di ribellione è visto in piena guerra. Ed anche qui, come nella "Guerra di Piero" e in "The Green Fields Of France (No Man's Land)", ci sono dei papaveri. Un fiore contro la guerra, verrebbe da dire. [Commento originale di RV alla primitiva raccolta delle CCG, 2003.]


J'ai écrit Désertion sans penser vraiment à la guerre de 14. Ou alors à ses débuts, avant les tranchées. Mais c'est vrai que c'est plutôt marqué par cette guerre que par celle de 40. Ou même peut-être par celle de 1870, car j'ai certainement été influencé par Le dormeur du val de Rimbaud.

(Gilles Servat)
Il enleva ses vêtements de fer
Il enfila un pantalon civil
Il déroula une bande molletière
Et pendit à un arbre son fusil
Par la bretelle
Jeta son casque dans les marguerites
Il traversa une ville déserte
L'ombre dans la rue coupée par la lumière
L'ombre dans la rue coupée par la lumière

Il se baigna le soir dans un méandre
Où les poissons qui nagent se posent
Au fond des courbes d'eau noire pour pondre
Puis il se sécha sur l'herbe rose
Et tendre
Il pensait à sa mère inquiète
Aux moissons qui ne seront pas faites
Aux coquelicots, aux trèfles et aux fourmis
Aux coquelicots, aux trèfles et aux fourmis

Il rejoignit derrière un tas de pommes
La jeune fille d'une ferme sans hommes
Il en oublie un peu son amertume
Et il s'endort pour la première fois
Depuis longtemps
Sur des épaules et sur des seins de plume
A l'est parfois des canons s'allument
Il se leva très tôt par habitude
Il se leva très tôt par habitude

C'était l'été au mois d'août un dimanche
Sonnent les cloches à l'horizon soyeux
Il mourut par une matinée blanche
Mis contre un mur, un bandeau sur les yeux
Mis contre un mur, un bandeau sur les yeux.


Lingua: Italiano

Versione italiana di Riccardo Venturi
DISERZIONE

Si tolse i vestiti di ferro
infilò dei pantaloni da civile
srotolò un gambale
e appese a un albero il fucile
per la tracolla
buttò l'elmetto fra le margherite
attraversò una città deserta
nella strada la luce fendeva l'ombra
nella strada la luce fendeva l'ombra

La sera si bagnò in un'ansa di fiume
dove si riposano i pesci che nuotano
sul fondo dei meandri d'acqua scura per deporre le uova
poi si asciugò sull'erba tenera
e rosata
pensò a sua madre preoccupata
alla mietitura che non sarà fatta
ai papaveri, al trifoglio e alle formiche
ai papaveri, al trifoglio e alle formiche

Raggiunse, dietro una catasta di mele
la ragazza di una fattoria senza uomini
con lei dimentica un po' d'amarezza
e si addormenta per la prima volta
da tanto tempo
su delle spalle, su dei seni di piuma
All'est sparano qua e là dei cannoni
si alzò prestissimo per abitudine
si alzò prestissimo per abitudine

Era estate, una domenica d'agosto
suonano le campane all'orizzonte di seta
mori' una mattina lucente
messo al muro con gli occhi bendati
messo al muro con gli occhi bendati.

Blood Sweet Lands and Seas of Red (il sangue dipinse terre e mari di rosso) è l'installazione attualmente in allestimento nel fossato della Torre di Londra dove in ricordo dei caduti della Grande Guerra si stanno piantando 888.246 papaveri rossi, realizzati a mano in ceramica da Paul Commis. Ogni papavero ricorda un caduto inglese dalla dichiarazione di guerra della Gran Bretagna alla Germania il 4 agosto 1914. L'allestimento sarà inaugurato il 5 agosto prossimo ma l'ultimo papavero sarà inserito il giorno 11 novembre, data dell'Armistizio che nel 1918 pose fine alla guerra. Quando si chiudera l'esposizione, i papaveri saranno poi venduti a beneficio di associazioni no profit a favore dei soldati caduti e delle loro familie.

Flavio Poltronieri

Flavio Poltronieri - 31/7/2014 - 18:20


Ecco le foto dell'installazione di Paul Cummins all'interno della Torre di Londra "Blood Sweet Lands and Seas of Red".

Papaveri rossi

CCG Staff - 5/8/2014 - 09:28


Pagina principale CCG

Segnalate eventuali errori nei testi o nei commenti a antiwarsongs@gmail.com




hosted by inventati.org