Lingua   

Piazza di la Loggia

Pino Veneziano


Lingua: Siciliano


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1975]
"Lu patruni è suvecchiu" ("Il padrone è di troppo")
fronte


Brescia, Piazza della Loggia, 28 maggio 1974
Nn’hannu murutu tanti
senza sapiri comu
mettici ‘st’àutri sei
vidi ca sunnu assai.

Ccu dda jiurnata grigia
si ‘ntisiru li botti
si ‘ntisiru li vuci
si vittiru li morti.

Chiancemuli ‘sti morti!
Chiancemuli chiù forti!
Chi persiru la vita
contru li cosi storti.

In Piazza di la Loggia,
mentri chiuvia forti,
circavanu la paci,
ci truvaru la morti.

D’accordu sunnu iddi
fascisti e patruna
ca ammazzanu a l’urvina
onesti e puvireddi.

L’am’ a fari finiri
a ‘sti porci assassini
c’ ammazzanu cristiani
cumu li puddicini.

Gran figghi di buttana,
figghi di matri troja,
fascisti e patruna
v’aspettanu li boia.

inviata da Alessandro - 18/4/2010 - 19:41




Lingua: Italiano

Traduzione italiana da www.pinoveneziano.altervista.org
PIAZZA DELLA LOGGIA

Ne sono morti tanti
senza sapere come,
mettici questi altri sei,
guarda che sono molti.

Con quella giornata grigia
si sono sentite le esplosioni
si sono sentite le grida
si sono visti i morti.

Piangiamoli questi morti!
Piangiamoli più forte!
Perchè hanno perso la vita
contro le avversità.

In Piazza della Loggia,
mentre pioveva forte,
cercavano la pace,
ci hanno trovato la morte.

Loro sono d'accordo,
fascisti e padroni
che ammazzano alla cieca
onesti e poveretti.

Dobbiamo farli smettere
questi porci assassini
che ammazzano le persone
come se fossero pulcini.

Gran figli di puttana,
figli di madre troia,
fascisti e padroni
vi aspettano i boia.

inviata da Alessandro - 18/4/2010 - 19:42




Lingua: Francese

Version française – PIAZZA DELLA LOGGIA – BRESCIA – ITALIE – 1974 – Marco Valdo M.I. – 2010
d'après la version italienne, de la chanson sicilienne : Piazza di la Loggia – Pino Veneziano – 1975

Juste un rappel de chose ancienne et non encore résolue : Le 28 mai 1974, à l'appel des syndicats et du Comité Antifasciste, une manifestation antifasciste se déroulait sur la place de la Loggia à Brescia (Italie). Soudain, une bombe explosa : il y eut huit morts et près d'une centaine de blessés. L'attentat fut revendiqué par Ordine Nuovo, un mouvement ouvertement néo-fasciste, sans doute aidé par les « services secrets ». Aucune des instructions n'a pu aboutir vraiment. La première condamnation fut annulée, puis cette annulation fut elle-même confirmée en Cassation en 1985. La seconde se conclut pareillement en 1989 : « faute de preuves ». La troisième est en cours... (pour rappel, on est en 2010).

Les morts eux sont bien morts (depuis 1974) – sans annulation, sans qu'il y ait besoin de preuves....

Ainsi Parlaient Marco Valdo M.I. et Lucien Lane
PIAZZA DELLA LOGGIA – BRESCIA – ITALIE - 1974

Il en est mort tant
Sans savoir comment,
Ajoutez-y ces six autres,
Voyez qu'ils sont en nombre.

Dans ce jour gris,
On entendit des explosions
On entendit des cris
On a vu des morts.

Pleurons ces morts !
Pleurons-les plus fort !
Eux qui ont perdu la vie
Pour de telles bizarreries

Sur la place de la Loggia
Sous une pluie battante
Ils cherchaient la paix
Ils ont trouvé la mort.

Ceux-là sont d'accord
Fascistes et patrons,
Qui tuent à l'aveugle
Gens honnêtes et pauvres gens.

Nous devons les faire cesser d'exister
Ces porcs assassins
Qui massacrent les personnes
Comme si c'étaient des poussins.

Grands fils de putain,
Fils de truie,
Fascistes et patrons,
Le bourreau vous attend.

inviata da Marco Valdo M.I. - 19/4/2010 - 22:16


Il boia io non lo aspetto mai: ma un po' di giustizia sì, allora e sempre. Come lo ricordo, quel giorno di declinante anno scolastico. Da poco ero segretario della CGIL Scuola di Como e insegnavo allo Scientifico "Paolo Giovio", che allora era in via Jacopo Rezia, con una sezione staccata vicino, in via Mentana. E qui stavo facendo lezione, quando mi chiamarono al telefono: era il mio "aggiunto", un socialista di nome Salvatore Veca, che mi avvisava. A Brescia era scoppiata una bomba in piazza della Loggia in mezzo a un comizio dei sindacati. Tanti morti. E tra loro anche insegnanti "nostri". Girai le aule delle due sezioni, ci concentrammo nell'atrio aulico e neoclassico della sede centrale, tra le colonne e i busti di saggi antichi. Tanti ragazzi emozionati. Volevano capire. Arrivò il segretario dei metalmeccanici cislini, il Cornelio Fontana, che era uno come si deve, modesto e bravo. Parlò bene. Il giorno dopo, alla manifestazione, i responsabili del sindacato erano timidi, chissà cosa gli avevano detto i questurini della "politica". Fatto il comizio, sciolsero la manifestazione e la gente si infuriò. Prendemmo gli striscioni e risalimmo la via Milano, dove c'era la sede del MSI. Ma in fondo, sopra la salitella di San Bartolomeo, erano schierati i gipponi. Che, come ci videro si buttarono giù, senza nessun preavviso. Gli ordini evidentemente erano ordini. Beccarono un povero cristo schiacciandogli le gambe contro il muro. Ci fregarono lo striscione della CGIL Scuola e forse ce l'hanno ancora, anche se ci andai, e come, a reclamarlo il giorno dopo. Nel sindacato litigammo per una settimana. Ma i morti erano morti e sono sempre, come un tempo si diceva, invendicati. Questa l'ho scritta pensando ai giovani che visitano questo sito e tante cose non le sanno.

Gian Piero Testa - 18/4/2010 - 22:47



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