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King Henry (I Mind My Own Business)

Pete Seeger


Lingua: Inglese


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seegerportrait[1965]
Lyrics by Pete Seeger
Music: Traditional, King Henry, Child Ballad #32
Testo di Pete Seeger
Musica: Tradizionale, King Henry, Child Ballad #32

Pubblicata su Broadside #58 con il titolo I Mind My Own Business

Gli anni migliori della Protest song furono, come è noto, accompagnati dal Ballad Revival, vale a dire dal recupero del ricchissimo patrimonio tradizionale delle composizioni popolari in lingua inglese; tra i suoi protagonisti non poteva mancare Pete Seeger che però, a differenza di Joan Baez ed altri non attinse molto alla balladry storica preferendo concentrarsi, sulle orme di Woody Guthrie, al patrimonio puramente americano. Anche quando si rivolse alle ballate storiche, lo fece "a suo modo", traendone la musica e qualche spunto per impiantarvi sopra un testo di attualità pur mantenendo qua e là l'andatura e il fraseggiare della vera ballata tradizionale (e creando così un contrasto linguistico di grande efficacia). E' il caso di questa King Henry: la ballata tradizionale è una storia di fantasmi, il cui impianto narrativo addirittura già compare nella saga islandese di Hrólfr Kraki e nella fiaba scozzese The Daughter Of King Under-Waves (con punti di contatto anche con la storia di Messer Galvano!). Niente a che vedere con la storia narrata da Pete Seeger; proprio tutt'altra storia, e tutt'altri fantasmi. [RV]
King Henry marched forth, a sword in his hand,
Two thousand horsemen all at his command;
In a fortnight the rivers ran red through the land,
The year fifteen hundred and twenty.

The year is now nineteen sixty five
It's easier far to stay alive.
Just keep your mouth shut while the planes zoom and dive
Ten thousand miles over the ocean.

Simon was drafted in '63,
In '64, sent over the sea;
Last month this letter he sent to me,
He said, "You won't like what I'm saying"

He said, "We've no friends here, no hardly a one,
We've got a few generals who just want our guns;
But it will take more than them if we're ever to win,
Why, we'll have to flatten the country."

"It's my own troops I have to watch out for," he said
"I sleep with a pistol right under my head;"
He wrote this last month; last week he was dead,
And Simon came home in a casket.

I mind my own business, I watch my TV,
Complain about taxes, but pay anyway;
In a civilized manner my forefathers betray,
Who long ago struggled for freedom.

But each day a new headline screams at my bluff,
On TV some general says we must be tough;
In my dreams I stare at this family I love,
All gutted and spattered with napalm.

King Henry marched forth, a sword in his hand,
Two thousand horsemen all at his command;
In a fortnight the rivers ran red through the land,
The year, fifteen hundred and twenty.

The year is now nineteen sixty five;
It's easier far to stay alive.
Just keep your mouth shut while the planes zoom and dive
Ten thousand miles over the ocean.

30/10/2005 - 16:47



Lingua: Italiano

Versione italiana di Riccardo Venturi
11 novembre 2005
RE ENRICO

Re Enrico avanzava con una spada in mano,
duemila cavalieri eran tutti ai suoi ordini :
in due settimane i fiumi scorrevan rossi per il paese
nell’anno mille e cinquecentoventi.

Ora siamo nel mille e novecentosessantacinque
ed è ben più comodo essere vivi.
Basta stare zitti quando gli aerei vanno in picchiata
diecimila miglia più in là, oltre l’oceano.

Simon fu arruolato nel ’63,
nel ’64 fu mandato oltremare ;
il mese scorso mi ha spedito questa lettera
dicendo « Non ti piacerà quel che ti scrivo ».

Diceva, « Qui non abbiamo amici, nemmeno uno,
ma qualche generale che vuol solo che siamo in armi ;
e ce ne vorrà qualcuno in più se dobbiamo vincere
perché dobbiamo radere al suolo questo paese. »

« Sono le mie truppe che devo sorvegliare », diceva,
« Dormo con una pistola proprio sotto la testa ; »
M’ha scritto questo il mese scorso ; la settimana scorsa è morto,
e Simon è tornato a casa in una bara.

Mi fo gli affari miei, guardo la televisione,
mi lamento delle tasse, ma comunque le pago ;
in modo assai civile tradisco i miei antenati
che tanto tempo fa hanno lottato per la libertà.

Ma ogni giorno un nuovo titolo lancia grida al mio bluff,
alla TV un generale dice che dobbiamo essere dei duri ;
nei miei sogni guardo fissa questa famiglia che amo
con le budella all’aria e schizzata di napalm.

Re Enrico avanzava con una spada in mano,
duemila cavalieri eran tutti ai suoi ordini :
in due settimane i fiumi scorrevan rossi per il paese
nell’anno mille e cinquecentoventi.

Ora siamo nel mille e novecentosessantacinque
ed è ben più comodo essere vivi.
Basta stare zitti quando gli aerei vanno in picchiata
diecimila miglia più in là, oltre l’oceano.

11/11/2005 - 16:57



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