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22 de mayo

Barricada
Lingua: Spagnolo


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[2009]
Album “La tierra está sorda”, interamente dedicato alla Guerra civile spagnola.

Barricada

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Il forte di San Cristóbal sul monte Ezcaba, vicino a Pamplona, fu usato come carcere a partire dall’insurrezione anarco-socialista del 1934 in Catalogna e nelle Asturie. Nel 1936, all’inizio della Seconda Repubblica, il Fronte Popolare aveva avviato la progressiva chiusura di quel carcere, già tristemente noto, e 400 prigionieri erano stati amnistiati. Ma allo scoppio della guerra civile la Navarra cadde subito in mano ai fascisti e il forte di San Cristóbal divenne la prigione per i militanti repubblicani catturati in combattimento. Una prigione ancor più terribile di prima, sovraffollata, governata col bastone, dove i detenuti morivano di malattia, di percosse e di suicidio. Alla sua chiusura, nel 1945, il forte di San Cristóbal aveva ingoiato oltre 300 detenuti… Senza contare quelli che morirono nel corso dell’evasione del “22 de mayo” del 1938. Quel giorno i prigionieri riuscirono a prendere il controllo del carcere ed evasero in circa 800, dei 2500 che vi erano rinchiusi. Ma l’allarme fu dato quasi subito e immediatamente iniziò la caccia ai fuggitivi: uomini scalzi e laceri, denutriti, ammalati, armati solo di qualche fucile o pistola sottratti alle guardie. Nel giro di qualche giorno gli evasi furono quasi tutti riacciuffati… solo tre riuscirono a passare in Francia… quasi 200 furono uccisi durante la gigantesca battuta di caccia… 14 furono poi giustiziati in carcere…
Le pendici del monte Ezcaba grondavano sangue…
(Fonte: es.wikipedia)
Que ha pasado para que el barro guarde tus pasos antes de salir
Quizás el hambre fue la culpable de querer escapar subiendo hasta el cielo
Sin más instrumento que tu propio cuerpo encadenado a los huesos
Y al montón de piojos
Que guarda este infierno donde se queman todos los sueños
Y sin esperanza se arde
Que ha pasado para que el barro guarde tus pasos antes de salir
Hacinamiento, trato inhumano, sólo el deseo de sobrevivir
Y salir corriendo para abrazar a la libertad que está esperando tras la puerta
Fecha para no olvidar (22 de mayo), fue la fuga del penal (22 de mayo)
Ezkaba todavía es (22 de mayo) la rabia allí enterrada (22 de mayo)

Buen momento es la hora de la cena cuando pasan el caldero los centinelas
Hacerse con las llaves de las cancelas y en media hora ¡ya están fuera!
Va oscureciendo, llegan las fuerzas con potentes reflectores y cortando carreteras
No hubo lucha, ni resistencia, de cadáveres descalzos sembraron las laderas
A doscientos siete les costó la vida, sólo tres pasaron la frontera
En el diario oficial una nota escueta fue su triste réquiem
Fecha para no olvidar (22 de mayo), fue la fuga del penal (22 de mayo)
Ezkaba todavía es (22 de mayo) la rabia allí enterrada (22 de mayo)

inviata da Alessandro - 13/4/2010 - 14:26


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