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Canto della rivolta dei bersaglieri di Ancona

anonimo


Lingua: Italiano


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In Ancona, nel 1920, ci fu una rivolta simile alla Settimana rossa d'anteguerra, della quale questo sito presenta "L'eccidio di Ancona".
Nella disastrosa situazione economica e sociale seguita alla Prima Guerra Mondiale, i bersaglieri della Caserma Villarey temevano di essere inviati in Albania per partecipare all'occupazione militare di quel paese decisa dal governo Giolitti. Chiesero allora l'appoggio della popolazione (andando alla Camera del Lavoro) e poi si ribellarono, imprigionando tutti gli ufficiali e impadronendosi delle armi. La città prontamente sostenne la rivolta, innalzando barricate e preparandosi a combattere. In Ancona all'epoca erano numerosi i cittadini anarchici e repubblicani, ma anche gli altri parteciparono. La rivolta si diffuse nel resto della regione, nella vicina Romagna e poi in Umbria. Solo l'invio della flotta per bombardare la città la fece cessare. Sconfessata dai partiti ufficiali, questa rivolta portò comunque, ma solo dopo alcuni mesi, alla rinuncia da parte del governo ad occupare l'Albania. Un insabbiamento da parte dele autorità militari cercò di rovesciare la responsabilità della rivolta sugli anarchici.
Soldato proletario che parti per Valona
non ti scordar del popolo d'Ancona
che volle col suo sangue la tua liberazione
sol con la ribellione sorge radiosa la libertà.

Andiamo via senza indugiar dal sol dell'Albania
lasciamo la malaria, il massacro e la fame
a morte il governo infame che in questo inferno ci trascinò.

Soldato proletario che mamma tua lasciavi
e schiavo andavi a trucidar gli schiavi
no, non è là il nemico, tra i bei monti e i mari,
lungi non lo cercare il tuo feroce tiranno è qui!

Andiamo via senza indugiar dal sol dell'Albania
lasciamo la malaria, il massacro e la fame
a morte il governo infame che in questo inferno ci trascinò.

inviata da Giorgio Petetti - 30/3/2010 - 17:34


Sbaglio, o la si cantava - almeno in parte - sull'aria di "Partono i bastimenti" ? A me pare di averlasentita così, molti anni fa.

Gian Piero Testa - 30/3/2010 - 23:05


In merito alla rivolta dei Bersaglieri nel testo della canzone si trova solo un accenno. La canzone è di Spartacus Picenus (Raffaele Offidani) e tratta chiaramente dell'aggressione alla Grecia dell'ottobre 1940. Non si spiegherebbe altrimenti l'esortazione ad andarsene dall'Albania, la quale nel 1920 non era stata più occupata dall'esercito italiano.
La canzone, conosciuta fino alla fine della seconda guerra mondiale solo tra soldati membri o in contatto con il PCI, divenne popolare nell'immediato dopoguerra attraverso le feste dell'Unità, la cui colonna sonora era solitamente dominata dalle canzoni di Spartacus Picenus.
In effetti la melodia usata è quella di "Partono i bastimenti..."

Corrado Lampe - 31/7/2010 - 15:22


Mi riferisco al commento di Corrado Lampe. Il testo della canzone è realmente del 1920 e si riferisce alla Rivolta dei Bersaglieri Ancona. È vero, però, che è stato scritto di Raffaele Mario Offidani, che poi diventò famoso con lo pseudomino di Spartacus Picenus, ed è anche corretto che la canzone si canta sull'aria di "Partono i bastimenti" (o "Santa Lucia lontana"), che è proprio del 1919. Dopo l'aggressione alla Grecia dell'ottobre 1940 la canzone fu riadattata nel testo e ritornò in auge. Non ci si deve meravigliare del fatto che una canzone del 1920 parli dell'occupazione italiana dell'Albania. Come spiegato nell'introduzione al testo, l'Italia aveva in quegli anni delle truppe di stanza a Valona, che era occupata, in base agli accordi siglati con il patto di Londra; il governo Giolitti, inoltre, aveva intenzione di inviare altre turppe, tra le quali l'11 reggimento, di stanza ad Ancona.

Giorgio Petetti - 5/8/2010 - 18:43



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