Lingua   

L'ancêtre

Georges Brassens


Lingua: Francese


Ti può interessare anche...

Le ultime ore e la decapitazione di Sante Caserio [Il sedici di agosto]
(Pietro Cini)
Le gorille
(Georges Brassens)
Jeanne
(Georges Brassens)


brasschat
[1969]
Testo e musica di Georges Brassens
Paroles et musique: Georges Brassens
Album “Misogynie à part”
Brassens X

Carissimi Admins, spero che ve la siate spacchiata bene alla fine e all’inizio, ma non confido che quest’anno voi siate più buoni, anzi, credo che invecchiando la vostra perfidia non faccia che aumentare… Così la butto giù dura dura: sulle CCG ci sono già 9 (nove) extra di Brassens… Che dite? Facciamo numero pieno? Io propongo questa “L'ancêtre” che con la guerra c’entra poco, ma c’entra con la vita, con la gioia di vivere e contro le litanìe, i moralisti, i baciapile e le castrazioni di ogni sorta…

E, a onor del vero, un qualche cosa contro la guerra anche in questa canzone c’è: per alleviare il vecchietto che stava per tirare le cuoia, gli amici “avevano portato le chitarre perché il vecchio amava la musica, vi si inchinava, eccetto che davanti alle marce militari che quando le sentiva si buttava – istintivamente - col culo per terra”

E poi questa canzone mi ha ricordato la mi’ povera nonna, quella di Arezzo, che fino all’ultimo si ribellò alle monache della casa di riposo, urlandole, picchiandole e insultandole al grido di “Lasciatemi stare, mettete giù le zampe, teste fasciate!!!”.

Beh, sareste veramente crudeli a non inserire una canzone che la mi ricorda la mi’ povera nonna!
Notre voisin l'ancêtre était un fier galant
Qui n'emmerdait personne avec sa barbe blanche,
Et quand le bruit courut que ses jours étaient comptés,
On s'en fut à l'hospice afin de l'assister.

On avait apporté les guitares avec nous
Car, devant la musique, il tombait à genoux,
Excepté toutefois les marches militaires
Qu'il écoutait en se tapant le cul par terre.

Émules de Django, disciples de Crolla,
Toute la fine fleur des cordes était là
Pour offrir à l'ancêtre, en signe d'affection,
En guise de viatique, une ultime audition.

Hélas! les carabins ne les ont pas reçus,
Les guitares sont restées à la porte cochère,
Et le dernier concert de l'ancêtre déçu
Ce fut un pot-pourri de cantiques, peuchère!

Quand nous serons ancêtres,
Du côté de Bicêtre,
Pas de musique d'orgue, oh! non,
Pas de chants liturgiques
Pour qui avale sa chique,
Mais des guitares, cré nom de nom!

On avait apporté quelques litres aussi,
Car le bonhomme avait la fièvre de Bercy
Et les soir de nouba, parole de tavernier,
A rouler sous la table il était le dernier.

Saumur, Entre-deux-mers, Beaujolais, Marsala,
Toute la fine fleur de la vigne était là
Pour offrir à l'ancêtre, en signe d'affection,
En guise de viatique, une ultime libation.

Hélas! les carabins ne les ont pas reçus,
Les litres sont restés a la porte cochère,
Et le coup de l'étrier de l'ancêtre déçu
Ce fut un grand verre d'eau bénite, peuchère!

Quand nous serons ancêtres,
Du côté de Bicêtre,
Ne nous faites pas boire, oh! non,
De ces eaux minérales,
Bénites ou lustrales,
Mais du bon vin, cré nom de nom!

On avait emmené les belles du quartier
Car l'ancêtre courait la gueuse volontiers.
De sa main toujours leste et digne cependant
Il troussait les jupons par n'importe quel temps.

Depuis Manon Lescaut jusque à Dalila
Toute la fine fleur du beau sexe était là
Pour offrir à l'ancêtre, en signe d'affection,
En guise de viatique, une ultime érection.

Hélas! les carabins ne les ont pas reçues,
Les belles sont restées à la porte cochère,
Et le dernier froufrou de l'ancêtre déçu
Ce fut celui d'une robe de soeur, peuchère!

Quand nous serons ancêtres,
Du côte de Bicêtre,
Pas d'enfants de Marie, oh! non,
Remplacez-nous les nonnes
Par des belles mignonnes
Et qui fument, cré nom de nom!

inviata da Alessandro - 5/1/2010 - 11:19




Lingua: Italiano

Traduzione italiana di Salvo Lo Galbo da Le Altre canzoni di Brassens in italiano
IL VECCHIETTO

Era così pimpante quel simpatico ottantenne,
che non sembrava stesse per rimetterci le penne!
E quando corse voce ch'era giunto al lumicino,
ci fiondammo tutti quanti intorno al suo lettino.

Ed avevam portato chitarre con i fiocchi
perchè alle loro note, cadeva sui ginocchi...
Ad eccezione delle musiche da guerra,
che ascoltava andando con il culo a terra!
Che ascoltava andando con il culo a terra!

Ballate e tarantelle, sardane e cha cha cha,
il fior fior delle corde era tutto là,
per regalare al vecchio, a mò d'estrema unzione
e in segno del nostro affetto, l'ultima esibizione
e in segno del nostro affetto, l'ultima esibizione.

Ma i dottorini, ahimè, che han detto no alla festicciola,
ci han tenuto le chitarre giù in guardiola!
E l'ultimo concerto per il vecchio sulle spine,
fu un mix di canti sacri, - che brutta fine!

Quando noi invecchieremo,
come saluto estremo,
non v'azzardate mai a portarci qui
un fratacchione insonne
per i chirieleisonne
ma chitarre, quelle sì!

Ed avevam portato l'ambrosia più divina,
perché il vecchietto aveva la febbre da cantina
e - a detta d'oste - nelle sere di ludibrio,
era l'ultimo che perdeva l'equilibrio
era l'ultimo che perdeva l'equilibrio.

Marasala, Entre-deux-mers, Barolo, Sciacchetrà,
il fior fior della vite era tutto là,
per regalare al vecchio, a mò d'estrema unzione
e in segno del nostro affetto, l'ultima libagione
e in segno del nostro affetto, l'ultima libagione.

Ma i dottorini, ahimè, che han detto no alla festicciola,
ci han tenuto le bottiglie giù in guardiola!
E l'ultima bicchiere per il vecchio sulle spine,
fu d'acqua benedetta – che brutta fine!

Quando noi invecchieremo,
come saluto estremo,
non v'azzardate mai a portarci qui
quelle acque minerali,
benedette o lustrali,
ma del vino, quello sì!

Ed avevam portato quelle del circondario
per fargli fare l'ammalato immaginario...
Con la sua mano morta, il vecchio sporcaccione,
alzava le sottane a ogni buona occasione,
alzava le sottane a ogni buona occasione.

Ninì Tirabusciò, Fru Fru del varietà...
Il fior fior del bel sesso era tutto là,
per regalare al vecchio, a mò d'estrema unzione
e in segno del nostro affetto, l'ultima erezione
e in segno del nostro affetto, l'ultima erezione.

Ma i dottorini, ahimè, che han detto no alla festicciola,
ci han tenuto le ragazze giù in guardiola!
E l'ultimo fruscio per il vecchio sulle spine
fu il saio di una suora – che brutta fine!

Quando noi invecchieremo,
come saluto estremo,
non v'azzardate mai a portarci qui
delle suore bigotte,
ma un paio di mignotte
e che fumino, sì sì...
e che fumino, sì sì!

inviata da Alessandro - 5/1/2010 - 11:20




Lingua: Italiano (Toscano Livornese)

Traduzione-rielaborazione in vernacolo livornese di Pardo Fornaciari dallo spettacolo “Porci, poveracci e vecchi malvissuti” (1994).
IL VECCHIO PROFESSORE

Il nostro professore
stava finendo male
poveretto marciva
nel letto d’ospedale
Maestro di baldoria
d’italiano e di storia
volevam’ onorarne la memoria

Per consolarlo noi
i vecchi alunni suoi
gli portammo all’ospizio
gli strumenti del vizio
per render più leggero
con vino generoso
il passo del trapass’all’eterno riposo
il passo del trapass’all’eterno riposo

Sciampagne chianti rum
marsala sciacchetrà
una decina di
bottiglie da scolà
per dare l’illusion
al vecchio che l’ha avuta
di farsi come un tempo una bella bevuta
di farsi come un tempo una bella bevuta

Ma’r pret’on le bottiglie
e’un ci fece passa’
‘un eran mi’a e’boccioni delle frebo
E l’urtima gozzata
der nostro professore
fu d’acqua benedetta der signore.

Quando saremo vecchi
sdentati, cèi secchi
quando sarà ‘r momento di crepà
nient’olio sant’o prete
perché per noi, vedete,
è ‘r ponce der Civili che ci fa!
è ‘r ponce der Civili che ci fa!

E’ mezzo morto ma
la mano morta fa
sotto la gonna del-
l’infermiera che vien
a prendergli l’uccello
grinzoso moscio e giallo
e glielo infila dentro…dentr’al pappagallo
e glielo infila dentro…dentr’al pappagallo

Per fargli festa noi
estimatori suoi
dall’osteria in corteo
siamo partiti con
du’ belle bimbe per
dar come estrema unzion
al vecchio l’illusion d’un’urtim’erezion
al vecchio l’illusion d’un’urtim’erezion

E’ ‘un ci fénno passa’
le sore eran gelose
delle sacerdotesse dell’amore
E lui morì all’antica
e invece della fica
gli dettero un bel “Dio ti benedica”

Quando noi dal ri’overo
si passerà nel novero
dei trapassati illustri di Livorno
per carità le sore
levatele di torno
Portate belle bimb’ in quantità
Portate belle bimb’ in quantità

inviata da Alessandro - 5/1/2010 - 11:27


Pagina principale CCG

Segnalate eventuali errori nei testi o nei commenti a antiwarsongs@gmail.com




hosted by inventati.org