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Centocinquanta stelle

Francesco De Gregori


Lingua: Italiano

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[1982]
Testo e musica di Francesco De Gregori
Lyrics and music by Francesco De Gregori
Album: Titanic

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Durante i tre anni che separano questo disco dal precedente, De Gregori aveva elaborato un progetto duplice: da un lato, musicalmente, voleva portare avanti il discorso del recupero della tradizione popolare italiana (accennato in Terra e acqua da Viva l'Italia), mentre per quel che riguarda l'aspetto tematico voleva scrivere un concept album che affrontasse il problema dell'apocalisse, del disastro incombente sull'umanità.

È appunto con questi obiettivi che sviluppa la trilogia del RMS Titanic, la nota nave passeggeri britannica affondata per la collisione con un iceberg il 14 aprile 1912, che nel disco diventa una metafora dell'umanità che, divisa in classi, si dirige verso il disastro; l'idea di adoperare proprio questa metafora era nata nel cantautore dopo la lettura del volume di Hans Magnus Enzensberger L'affondamento del Titanic. Ma anche in altre canzoni riaffiora questo tema apocalittico: basti pensare a 150 stelle, con le bombe che vengono lanciate e che «nessuno se le aspettava», o a San Lorenzo, ricordo del bombardamento del 19 luglio 1943 avvenuto nel noto quartiere romano ad opera degli alleati.

Musicalmente il recupero della tradizione folk è evidente in L'abbigliamento di un fuochista, ballata sull'emigrazione cantata insieme a Giovanna Marini, in I muscoli del capitano, in cui la musica cita esplicitamente il noto canto popolare Il tragico naufragio della nave Sirio, ed infine in Caterina, canzone dedicata alla folksinger Caterina Bueno, di cui De Gregori era stato chitarrista in un tour nel 1971.

Il disco venne registrato presso lo studio Quattro 1 della RCA a Roma, nei mesi di aprile e maggio 1982, e venne pubblicato il mese successivo. Gli arrangiamenti sono opera di De Gregori, con la collaborazione di alcuni dei musicisti che suonano nell'album (per la precisione Whitten, Locasciulli, Manusso, Caporello e Minotti).

La foto di copertina raffigura un pesce su di un piatto, posato dentro a un frigorifero in cui vi è un limone tagliato, ed è stata fatta da De Gregori, mentre quelle presenti all'interno della copertina e che raffigurano i musicisti sono state scattate da Armando Manni.

Il disco ebbe un buon successo, restando in classifica per 23 settimane ed arrivando fino alla seconda posizione; dall'album non venne tratto nessun 45 giri.

Anche la critica espresse un unanime giudizio positivo, esprimendosi in questi termini: «Con Titanic De Gregori ha compito il miracolo: è riuscito a fondere, e nel modo più convincente, la tradizione "leggera" (nella sua accezione migliore: quella dei cantautori) con la tradizione "militante" (a livello più alto e più puro: quello del canto popolare)». - it:wikipedia
Centocinquanta stelle in fila indiana,
in questa notte umida che sa di maggiorana,
in questa notte splendida che sa di malva,
centocinquanta stelle in questa notte calda.

Centocinquanta stelle o centocinquantuno
ed io che le sto a contare in questo cielo di nerofumo.
Le conto e le riconto e vai col tango,
in questa notte lurida che sa di fango.

E tirano certe bombe che nessuno se le aspettava,
in questa notte storica senza lapilli e senza lava
e tirano certe bombe che sembrano dei giocattoli
che ammazzano le persone e risparmiano gli scoiattoli.

Centocinquanta stelle e più di una scintilla,
in questa notte isterica che sa di camomilla,
centocinquanta stelle o millecinquecento
ed io che le riconto e piano piano mi addormento.

Centocinquanta stelle ed una stella sola
in questa notte ipocrita che sa di Coca Cola,
una notte così amichevole da dormire in un sacco a pelo,
centocinquanta stelle in mezzo al cielo.


Lingua: Francese

Version française – Cent cinquante étoiles – Marco Valdo M.I. – 2008
chanson italienne – Centocinquanta stelle – Francesco De Gregori – 1982
CENT CINQUANTE ÉTOILES

Cent cinquante étoiles en file indienne
Dans cette nuit humide qui sent la marjolaine,
Dans cette nuit splendide qui sent la mauve,
Cent cinquante étoiles dans cette nuit chaude.

Cent cinquante étoiles ou cent cinquante et une
et moi qui les compte dans ce ciel noir de fumée.
Je les compte et je les recompte et je suis le tango
dans cette nuit qui sent l'égout.

Et sautent certaines bombes que personne n'attendait
Dans cette nuit historique sans lapilli et sans lave
Et sautent certaines bombes qui ressemblent à des jouets
Qui tuent les personnes et épargnent les écureuils.

Cent cinquante étoiles et plus d'une scintille,
dans cette nuit hystérique qui sent la camomille
Cent cinquante étoiles ou mille cinq cents
Et moi, je les recompte et peu à peu, je m'endors

Cent cinquante étoiles et une étoile solitaire
dans cette nuit hypocrite qui sent le Coca-Cola
Une nuit si amicale à en dormir dans un sac à poil.
Cent cinquante étoiles au milieu du ciel.

inviata da Marco Valdo M.I. - 1/8/2008 - 15:53


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