Lingua   

A Compiègne (Marche du Front Stalag 122)

Jean Maupoint


Lingua: Francese



(1943)


Il 27 marzo 1942 i primi ebrei francesi rastrellati furono inviati a Auschwitz. Alla fine del conflitto saranno oltre 80.000. Questo canto proviene probabilmente dall'interno stesso del campo di smistamento di Compiègne (gli altri erano a Drancy, alla periferia di Parigi, e a Pithiviers); nessun'altra parola è da aggiungere, che non sia detta nel canto stesso.


Credo di aver trovato finalmente la versione completa di questo canto.
La data di composizione è sicuramente il 1943, e non il 1942

 Fotografia che ritrae Jean Maupoint, prigioniero n. 31851, a Dora (Buchenwald), intento all’assemblaggio di parti elettriche per le V2 naziste.
Fotografia che ritrae Jean Maupoint, prigioniero n. 31851, a Dora (Buchenwald), intento all’assemblaggio di parti elettriche per le V2 naziste.


Sulla pagina dove l’ho reperita, sul sito Mes musiques régénérées – Jewish Music curato da Claude Torres di Montpellier, viene indicato come autore Jean Maupoint (1907-1945), musicista, cantante e fantasista, re del music-hall a Clermont-Ferrand negli anni 30. Appena prima dell’occupazione nazista il nostro aveva l’abitudine di entrare in scena con un ritratto di Hitler e, rivolgendosi al pubblico, prendeva per il culo il “grande dittatore” con frasi tipo: “Alors qu’est-ce qu’on fait ? On le pend ou bien on le cloue?”. Arrestato dalla milizia di Vichy nel 1943, Jean Maupoint venne internato nel campo di transito di Royallieu a Compiègne e poi inviato a Mauthausen e Dora, il sottocampo di Buchenwald dove i prigionieri dovevano costruire parti dei micidiali missili V2.
Maupoint, minato dalla durissima prigionia, morì qualche settimana dopo la Liberazione, il 25 agosto 1945.
E’ decorato dalla medaglia d’oro della Resistenza e a Clermont-Ferrand una strada porta il suo nome.

(Bernart Bartleby)
De tous les coins de France,
Nous sommes arrivés
Ramassés par malchance
Nous voilà prisonniers.
Certains se désespèrent
Et se font des soucis,
Oublions nos misères,
Tous en choeur chantons ceci:

[Refrain]
À Compiègne, à Compiègne,
Dans ce camp partout cerné
De barbelés.
À Compiègne, à Compiègne,
Nous avions pour tout décor
Des miradors
À Compiègne, à Compiègne,
Du matin jusqu’au soir
On vit dans l’espoir.
Aussi le moral est bon,
Car bientôt nous partirons
De Compiègne.


II
Dans ce lieu d'infortune
Jamais nous ne voyons
De blondes ou de brunes
Bah! Nous nous en passons
Mais faute de sirènes
Aux cheveux ondulés
Dans le camp toute la semaine
Nous apercevons les frisés

III
Où sont nos cuisinières
Et leurs mets succulents
L'bifteack aux pommes de terre
De nos petits restaurants
Plus jamais on ne mange
De ces bons petits plats
Mais par contre en échange
On nous sert des rutabagas

IV
Nous buvions tant de choses
Vin, apéros, liqueurs
Qu'nous avions la sirose [sic! Cirrhose]
Tout au moins des aigreurs
Mais là, plus de chopines
De c'gros rouge d'autrefois
Y a qu'à la Boldoflorine
La meilleure tisane pour le foie (*)

V
L'Français qu'aime les combines
Se fit d'la gratte toujours
Au bureau, à l'usine
On grattait comme des sourds
Même à nos ménagères
Nous grattions quelques sous
Maintenant ça ne change guère
Tout' la journée on s'gratte les poux

VI
Tous on couche sur la paille,
L’électeur, le Député,
Le curé avec ses ouailles,
Le pauvre et le banquier,
L'contribuable sans malice
Couche près du percepteur,
L'commissaire de police
Ronfle auprès d'un cambrioleur.
[alt. Près d'un clochard est tout rêveur]

VII
Des hommes au temps naguère
Nous avaient divisés
Mais frères dans la misère
Nous voilà rassemblés
Laissons nos divergences
Et rapp'lons nous après
Qu'il n'y qu'une France
Et qu'avant tout nous sommes français
Nota:
(*) con riferimento alla pubblicità di un ritrovato medicamentoso dell'epoca...

inviata da Alessandro + CCG/AWS Staff - 17/4/2005 - 03:54




Lingua: Francese

La traduzione italiana ripresa da La musica dell'Altra Italia. Fino ad ora era l'unico testo inserito in questa pagina.
A COMPIÈGNE

Da tutte le parti della Francia
noi siamo giunti;
rastrellati, per mala sorte
eccoci qua, prigionieri.
Certuni si disperano
e si deprimono.
Dimentichiamo le nostre miserie
e tutti in coro cantiamo.

A Compiègne, a Compiègne,
in questo campo tutto recintato da filo spinato,
a Compiègne, a Compiègne,
abbiamo, come unico orizzonte, le torri di guardia.
A Compiègne, a Compiègne,
dal mattino alla sera si vive nella speranza.
Anche il morale è buono
Perché bem presto partiremo
da Compiègne.

Tutti dormono sulla paglia:
l'elettore, il deputato,
il curato con le sue pecorelle,
il povero e il banchiere.
Il contribuente senza malizia
dorme accanto all'esattore,
il commissario di polizia
russa accanto al ladro.

A Compiègne, a Compiègne,
in questo campo tutto recintato da filo spinato,
a Compiègne, a Compiègne,
abbiamo, come unico orizzonte, le torri di guardia.
A Compiègne, a Compiègne,
dal mattino alla sera si vive nella speranza.
Anche il morale è buono
Perché bem presto partiremo
da Compiègne.

Degli uomini, un tempo,
ci avevano divisi,
ma fratelli nella miseria
ora siamo uniti.
Dimentichiamo i dissensi
e ricordiamoci
che non c'è che una Francia
e che innanzi tutto siamo francesi.

A Compiègne, a Compiègne,
in questo campo tutto recintato da filo spinato,
a Compiègne, a Compiègne,
abbiamo, come unico orizzonte, le torri di guardia.
A Compiègne, a Compiègne,
dal mattino alla sera si vive nella speranza.
Anche il morale è buono
Perché bem presto partiremo
da Compiègne.

inviata da Riccardo Venturi - 27/1/2009 - 20:36




Lingua: Tedesco

Versione tedesca a cura dell’Ufficio Traduzioni del Comune di Bolzano
IN COMPIEGNE

Von allen Ecken Frankreichs
sind wir gekommen
unglücklicherweise aufgelesen
und nun sind wir hier gefangen.
Manche geraten in Verzweiflung
und machen sich Sorgen,
vergessen wir unser Elend
und singen alle im Chor:

In Compiègne, in Compiègne,
in diesem mit Stacheldraht
umzäunten Lager,
in Compiègne, in Compiègne,
waren wir von Wachtürmen umgeben,
in Compiègne, in Compiègne,
von morgens bis abends
leben wir in der Hoffnung,
auch sind wir in guter Stimmung,
weil wir in Kürze
Compiègne verlassen werden.

Du schläfst auf dem Stroh,
der Wähler, der Abgeordnete,
der Priester mit seinen Schäfchen,
der Arme und der Bankier,
der Steuerzahler schläft arglos
neben dem Eintreiber,
der Polizeikommissar
schnarcht neben dem Dieb.

In Compiègne, in Compiègne,
in diesem mit Stacheldraht
umzäunten Lager,
in Compiègne, in Compiègne,
waren wir von Wachtürmen umgeben,
in Compiègne, in Compiègne,
von morgens bis abends
leben wir in der Hoffnung,
auch sind wir in guter Stimmung,
weil wir in Kürze
Compiègne verlassen werden.

inviata da Alessandro - 27/1/2009 - 20:39


Trovate la versione originale in francese, e mi sembra anche presa da una vecchia registrazione, nel LP "Canti dei lager" a cura di Sergio Liberovici Dischi del sole

Grazie Gualtiero, e sicuramente non appena avrò modo di (ri)procurarmi i "Canti dei lager", provvederò alla trascrizione. [RV]

Gualtiero Bertelli - 20/8/2006 - 17:04


L'autore della canzone è sicuramente Jean Maupoint (1909-1945), musicista, cantante e fantasista originario di Clermont Ferrand. qui la sua biografia.

Il brano dovrebbe essergli giustamente attribuito anche perchè Jean Maupoint, stremato dala prigionia prima a Mauthausen e poi a Dora (sottocampo di Buchenwald), morì il 21 agosto 1945, appena 4 mesi dopo la liberazione. Aveva 38 anni.

Jean Maupoint compose anche altre canzoni durante la prigionia. Una era dedicata proprio al campo di Dora-Mittelbau, dove fu rinchiuso per due anni. Nella speranza di trovarne prima o poi (se esiste) il testo completo, comincio col contribuire il ritornello come riportato da Claude Torres sul suo sito Mes musiques régénérées – Jewish Music:

Dora, Dora
Est-ce un chien?
Est-ce un chat?
Est-ce un nom de fleur?
Est-ce un nom de femme?
Quel plaisir on aura
Quand on quittera Dora!

Bernart Bartleby - 3/2/2016 - 09:00



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