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1940

Francesco De Gregori


Lingua: Italiano

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(Francesco De Gregori)
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(Francesco De Gregori)


[1973]
Testo e musica di Francesco De Gregori
da "Alice non lo sa"
Alice non lo sa

COMMENTO ED ANALISI di ANTONIO PICCOLO
tratto dal libro "La storia siamo noi"
A causa della pubblicazione de "La Storia siamo noi" riportiamo solo alcuni brani dell'analisi di Antonio

1940 nasce dal desiderio di indagare le effettive reazioni della gente comune nella II guerra mondiale, le piccole storie nella grande Storia. De Gregori si addentra in un’epoca molto ben definita, cercando di vivere da dentro l’emotività di chi la vive.

Attraverso un’imbastitura metrica ben definita, con sei strofe di sei versi l’una, l’autore dipinge un paesaggio con delle pennellate brevi e chiare. È questa la particolarità di questa canzone: la sobrietà dei versi, quasi dei “versicoli” ungarettiani per la loro essenzialità, e una chiarezza disarmante, anche nella determinazione temporale. Un’essenzialità che da sé non può bastare: il testo fa tutt’uno con la musica, tanto per l’armonia che per l’arrangiamento, che dona alla canzone una corposità indissolubile e necessaria. “1940 ha una costruzione armonica e musicale che serve da contrappunto alla vicenda narrata. L’inizio con l’arpeggio di chitarra, il crescere dell’orchestra che raggiunge il finale scandito dalla ritmica dei piatti della batteria rispondono alla dinamica della narrazione (…). La tragedia della storia che culmina nella II guerra mondiale è narrata anche musicalmente dal crescendo di 19401.

“Siccome studiavo la storia e allora studiavo il fascismo, chiesi a mia madre come aveva vissuto l’entrata in guerra, e lei mi raccontò di quella mattina quando seppe che l’Italia era in guerra. Niente, che lei aspettava l’autobus e vide tutta questa gente contenta; arrivavano i giornali che dicevano: «Siamo entrati in guerra finalmente!»”2.
È un’operazione di grande correttezza storica. De Gregori, differentemente da chi esalta in maniera incontrollata l’epopea della Resistenza, mette in luce una componente indiscutibile dell’Italia durante gli anni del fascismo: la pressoché totale base di consensi, spiegata intelligentemente da Renzo De Felice. Si tratta di diversi generi di consensi: c’è quello tacito (soprattutto), quello indotto (buona parte) e quello consapevole (piccola parte). È tacito, per esempio, il consenso della madre.

1
da “Francesco De Gregori. 1972-2004: Dell’amore e di altre canzoni” di Giommaria Monti, Editori Riuniti, 2004.

2
da “Francesco De Gregori - Un mito”, libro intervista di Michelangelo Romano e Paolo Giaccio, Lato Side, 1976.


Antonio Piccolo, recentemente diplomato con il massimo dei voti al Liceo Classico "Antonio Genovesi" di Napoli, ha scritto per la maturità un'interessante tesina (poi diventata un libro) dove si analizzano i nessi fra l'opera del cantautore Francesco De Gregori e la Storia e, in particolare, i nessi di alcune canzoni della sua opera con alcuni periodi storici.

Mia madre aspetta l'autobus,
nell'estate cominciata da poco
e il mattino la veste di bianco.

E la gente che legge i giornali
sta parlando dell'uomo coi baffi,
l'altro ieri è arrivato a Parigi.

E la gente cammina eccitata,
sta ridendo e pensando a domani,
partiranno con gioia anche loro.

I soldati bevono birra
e corteggiano donne francesi
non è vero che siano diverse.

Cosa importa se sono lontani
dai cortili che li hanno cresciuti,
oramai questa terra è loro.

E cantando, attraversano il ponte
che fra un poco faranno saltare
ed il fiume li guarda passare.

6/4/2005 - 23:56




Lingua: Inglese

English Version by Riccardo Venturi, May 13, 2008
Versione inglese di Riccardo Venturi, 13 maggio 2008
1940

My mother is waiting for the bus
in the newly come summer
and the morning dresses her in white

And the people reading the news
are talking about the man with a moustache
he has come to Paris, a couple of days ago

The people are walking in excitation,
they're laughing and thinking of tomorrow,
they'll leave with joy, they too.

The soldiers are drinking beer
and courting French women,
it's not true that they're different

What's the matter if they're so far
from the courtyards that saw them grow up,
this land belongs to them, now.

And, singing, they're crossing the bridge
that they're going to blow up in no time,
and the river watches them passing through.

13/5/2008 - 10:10




Lingua: Francese

Version française de Riccardo Venturi, 13 mai 2008
Versione francese di Riccardo Venturi, 13 maggio 2008
1940

Ma mère attend l'autobus
dans l'été qui vient d'arriver
et le matin l'habille en blanc

Et les gens qui lisent les journaux
parlent de l'homme aux moustaches,
il est arrivé à Paris avant-hier

Les gens marchent excitées,
on rit et on parle du lendemain,
ils vont partir avec joie, eux aussi.

Les soldats boivent de la bière
et font la cour à des femmes françaises,
il n'est pas vrai qu'elles sont différentes.

Qu'importe s'ils sont si loin
des basses-cours qui les ont vus grandir,
cette terre, elle est à eux maintenant.

Et, en chantant, ils traversent le pont
qu'ils vont faire sauter sitôt,
et la rivière les regarde passer.

13/5/2008 - 10:19




Lingua: Francese

Versione francese di Marco Valdo M.I.

Le 10 juin 1940, la Mâchoire avait prononcé un discours adressé à la nation italienne où dans une hallucinante logorrhée, il invitait le peuple à s'en aller mourir pour l'Impero. Le peuple, lui, était resté assez sceptique, même s'il fut contraint d'obtempérer. Le 18, puis le 23 juin 1940, Adolf, l'homme à la moustache, visitait Paris qu'il avait conquise ou plutôt, violée. Ah ! Que vue de certains endroits, la guerre était jolie et faisait rêver les hommes. Pour ceux-là, l'atmosphère était légère; ils y allèrent dans la joie (Freude)... Devenus soldats, ils ont courtisé des femmes; devenus soldats, ils ont bu de la bière. Un peu plus tard, ils ont dû faire sauter les ponts pour protéger leur fuite; la chute fut lourde.
En somme, Mâchoire et Moustache étaient des joueurs; ils avaient fait un pari sur l'avenir. Ils l'ont perdu.

P.S. : J'avais traduit cette chanson sans voir que l'ami Riccardo Venturi en avait déjà proposé une version. Pour le plaisir de lui faire ce clin d'œil, j'envoie celle-ci où apparaissent quelques tournures différentes.
1940

Ma mère attend l'autobus
dans l'été à peine commencé
et le matin l'habille de blanc.

Les gens qui lisent leur journaux
parlent de l'homme à la moustache,
arrivé l'autre jour à Paris.

Les gens passent excités,
ils rient, ils pensent à demain,
ils partiront avec joie eux aussi.

Leurs soldats boivent de la bière
et courtisent des femmes françaises.
Il n'est pas vrai qu'elles soient différentes.

Qu'importe, s'ils sont loin
des jardins qui les ont vus grandir,
cette terre est désormais la leur.

En chantant, ils traversent le pont
que sous peu, ils feront sauter
et le fleuve les regarde passer.

inviata da Marco Valdo M.I. - 26/9/2008 - 22:54


Ad accompagnare De Gregori in questo suo "Alice non lo sa" c'erano tanti musicisti. Tra questi, il gruppo dei Blue Morning, con alla chitarra elettrica un uomo innamorato del blues: Roberto Ciotti.



Roberto Ciotti è scomparso oggi, 31 dicembre, a soli 60 anni.

Volevo qui ricordarlo con la sua famosa "No More Blue", che fu anche nella colonna sonora di "Marrakech Express" di Gabriele Salvatores (1989)

Bernart Bartleby - 31/12/2013 - 16:44


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