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Fila la lana

Fabrizio De André


Lingua: Italiano

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Fabrizio de André, Fila la lana. Incisione originale


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fabfuma
[1965]
Pubblicata su 45 giri Karim (KN 206: Lato A: Per i tuoi larghi occhi / Lato B: Fila la lana)
First issue as single: Karim KN 206
Primo inserimento in album: Antologia "Tutto De André" [1966]
First album issue: "Tutto De André" Collection [1966]
Con un nuovo arrangiamento, nell'album "Canzoni" (1974)
New arrangement issue: "Canzoni" [1974]
Rielaborazione di Fabrizio De André di una canzone di Robert Marcy [1949]
Reworking by Fabrizio De André of a song by Robert Marcy [1949]

fdaf


"Da una canzone popolare francese del XV secolo", è scritto sul disco. In realtà si tratta di un falso... o di un clamoroso abbaglio, come meglio spiegato in seguito.
Un falso e un abbaglio che si perpetua, e che speriamo possa essere in qualche modo chiarito proprio grazie a questa pagina.
Naturalmente, la cosa non inficia minimamente il valore della canzone, una delle più giustamente celebrate di Fabrizio de André.[RV]
Nella guerra di Valois il signor di Vly è morto,
se sia stato un prode eroe non si sa, non è ancor certo.
Ma la dama abbandonata lamentando la sua morte
Per mill'anni e forse ancora piangerà la triste sorte.

Fila la lana, fila i tuoi giorni, illuditi ancora che lui ritorni,
libro di dolci sogni d'amore apri le pagine al suo dolore.

Son tornati a cento e mille i guerrieri di Valois,
son tornati alle famiglie, ai palazzi e alle città.
Ma la dama abbandonata non ritroverà il suo amore
e il gran ceppo nel camino non varrà a scaldarle il cuore.

Fila la lana, fila i tuoi giorni, illuditi ancora che lui ritorni,
libro di dolci sogni d'amore apri le pagine al suo dolore.

Cavalieri che in battaglia ignorate la paura
stretta sia la vostra maglia, ben temprata l'armatura.
Al nemico che vi assalta siate presti a dar risposta
perché dietro a quelle mura vi s'attende senza sosta.

Fila la lana, fila i tuoi giorni, illuditi ancora che lui ritorni,
libro di dolci sogni d'amore chiudi le pagine sul suo dolore.



Lingua: Francese

"FILA LA LANA": STORIA DI UN FALSO

Robert Marcy.
Robert Marcy.
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File la laine, la canzone tradotta poi da Fabrizio de André come Fila la lana, è un falso "medievaleggiante" nel quale De André è "caduto"; oppure sapeva la cosa e si è un po' "divertito". Viene infatti riportata come ripresa "da una canzone popolare francese del XV secolo", mentre in realtà è stata scritta (parole e musica) da Robert Marcy e cantata da Jacques Douai nel 1949.

Nato nel 1920 a Douai, nel dipartimento del Nord [un mio ex "conterraneo", quindi; Douai è a neanche 30 km da Bruay sur l'Escaut], Gaston Tanchon, che ha preso il "cognome d'arte" di Jacques Douai dalla sua città natale, è un musicista e un cantante di talento che ha collaborato anche alla stesura di alcune canzoni di Prévert e Kosma. File la laine è stata inserita nel 1955 nell'album di Jacques Douai Chansons poetiques anciennes et modernes, ma è stata incisa anche dal suo autore, Robert Marcy:



Eccone il testo originale, del quale fornisco anche una traduzione letterale a mo' di confronto con quella (rimaneggiata) di De André.

douachanSi noti che, nell'originale, al posto del "signor di Vly" c'è "Monsieur de Malbrough". Il nome del conte di Marlborough, che combatté effettivamente durante la guerra dei Cent'Anni, è noto in Francia per una canzone davvero popolare, "Malbrough s'en va-t-en guerre" ("Malbrough se ne va alla guerra") ed è stato quindi "riutilizzato" da Jacques Douai per la sua abilissima (e anche bella, certo) canzone.
Ignoro da dove De André abbia ripreso il nome "Vly", dato che riprendere "Malbrough" sarebbe stato impossibile. Ho cercato in ogni dove prima di scrivere questo post, ma in Francia non esiste nessun castello, dominio o tenuta che si chiami "Vly". E' probabile quindi che De André se lo sia inventato di sana pianta. [RV]

La version italienne de "File la laine" , c'est-à-dire "Fila la lana", est une chanson très, très connue (et aimée) en Italie. L'auteur de la version (je parle d'une "version" plutôt que d'une "traduction" parce qu'il s'agit d'une adaptation assez libre dans certains points, p.ex. "Monsieur de Malbrough" a été transformé en le "Signor di Vly", et un couplet entier a été éliminé; mais, pour le reste, c'est une traduction assez fidèle) est l'un des chanteurs à texte les plus célèbres de notre pays, Fabrizio de André, né à Gênes le 18 février 1940 et mort à Milan le 11 janvier 1999; c'est lui qui a pris la chanson française (surtout Georges Brassens) comme modèle pour un renouvèlement de la chanson italienne, et il est justement considéré comme un maître.
Fabrizio de André connaissait très bien la chanson française, et c'est exactement pour ça que je n'arrive pas à m'expliquer la faute qu'il a commis avec "File la laine". En effet, sur tous les albums et dès du début de son activité, la chanson est labelée comme une "Version d'une chanson populaire française du XVème siècle", une faute qui n'a jamais été réctifiée, même après la mort du chanteur. Or, je ne peux savoir s'il s'agit d'un faux ou de simple ignorance, et j'ignore naturellement où et quand Fabrizio de André a écouté "File la laine" pour la première fois (c'était son père, qui travaillait et voyageait souvent en France, qui lui apportait des disques tout à fait introuvables en Italie à ce temps-là -je vous parle des années '50); mais si vous demandez à n'importe qui en Italie de vous parler de "Fila la lana", il vous dira que c'est une traduction italienne d'une chanson populaire française du temps jadis.[RV]
FILE LA LAINE
Jacques Douai
paroles et musique de Robert Marcy (1949)


Dans la chanson de nos pères
Monsieur de Malbrough est mort
Si c'était un pauvre hère
On n'en dirait rien encore
Mais la dame à sa fenêtre
Pleurant sur son triste sort
Dans mille ans, deux mille peut-être
Se désolera encore.

File la laine, file les jours
Garde ma peine et mon amour
Livre d'images des rêves lourds
Ouvre la page à l'éternel retour.

Hennins aux rubans de soie
Chansons bleues des troubadours
Regrets des festins de joie
Ou fleurs du jolie tambour
Dans la grande cheminée
S'éteint le feu du bonheur
Car la dame abandonée
Ne retrouvera son cœur.

File la laine, file les jours
Garde ma peine et mon amour
Livre d'images des rêves lourds
Ouvre la page à l'éternel retour.

Croisés des grandes batailles
Sachez vos lances manier
Ajustez cottes de mailles
Armures et boucliers
Si l'ennemi vous assaille
Gardez-vous de trépasser
Car derrière vos murailles
On attend sans se lasser.

File la laine, file les jours
Garde ma peine et mon amour
Livre d'images des rêves lourds
Ouvre la page à l'éternel retour.



Lingua: Italiano

Versione italiana di Riccardo Venturi della canzone di Robert Marcy cantata da Jacques Douai.
FILA LA LANA

Nella canzone dei nostri padri
il signor di Malbrough è morto,
se fosse un povero disgraziato
non se ne può ancora dir niente.
Ma la dama alla finestra
Lamentando la sua triste sorte
per mille anni, forse duemila
si dispererà ancora.

Fila la lana, sfilano i giorni
serba la mia pena e il mio amore
libro d'immagini dei sogni pesanti
apri la pagina all'eterno ritorno.

"Hennins" [*] coi nastri di seta,
tristi canzoni dei trovatori
rimpianto delle gioiose feste
o fiori del bel ricamo a tombolo,
nel grande camino
si spegne il fuoco della felicità
perché la dama abbandonata
non ritroverà il suo cuore.

Fila la lana, sfilano i giorni
serba la mia pena e il mio amore
libro d'immagini dei sogni pesanti
apri la pagina all'eterno ritorno.

Crociati delle grandi battaglie
sappiate ben maneggiare le vostre lance
aggiustate le cotte di maglia
le armature e gli scudi
Se il nemico vi assalta
fate attenzione a non perire
perché dietro alle vostre mura
si attende senza stancarsi.

Fila la lana, sfilano i giorni
serba la mia pena e il mio amore
libro d'immagini dei sogni pesanti
apri la pagina all'eterno ritorno.

[*] Lo "hennin" era una specie di cappuccio conico tipico delle acconciature femminili medievali francesi.

La seguente precisazione ci è arrivata dall'autore stesso della canzone (Robert Marcy).

Je suis très content que ma chanson FILE LA LAINE soit traduite en italien.

Mais je vous demanderai de faire une rectification importante.
Je suis le compositeur et aussi l'auteur de FILE LA LAINE.
Jacques Douai en a été le grand interprète.

C'est donc: Paroles et Musique de ROBERT MARCY

Merci de bien vouloir rectifier et de m'en avertir.

Avec mes meilleurs sentiments
Robert Marcy



Lingua: Inglese

English version by Riccardo Venturi, 2004
Versione inglese di Riccardo Venturi, 2004
SPIN YOUR WOOL

In the war of Valois
the Lord of Vly died,
whether he was a brave hero
it remains still unknown.
But her abandoned Lady
mourning upon his death
thousand years and maybe more
will be mourning her sad fate.

Spin your wool,
spin your memories
cherish the illusion
that he comes back
book of so sweet
love dreams,
open your pages
to her sorrow.

And they came back by thousand,
all the warriors of Valois,
they came back to their families,
to their palaces and cities.
But the abandoned Lady
will not welcome back her sweetheart
and the big log in the fireplace
will not help warm her heart.

Spin your wool,
spin your memories
cherish the illusion
that he comes back
book of so sweet
love dreams,
open your pages
to her sorrow.

You the knights, who ignore
while fighting fear and dread,
tighten well your coat of mail,
temper well your suit of armour.
To the enemy who attacks you
give a swift and quick reply,
because someone, behind those walls,
is waiting for you every moment.

Spin your wool,
spin your memories
cherish the illusion
that he comes back
book of so sweet
love dreams,
close your pages
upon her sorrow.



Lingua: Inglese

La versione inglese di Dennis Criteser [2014]
Dal blog Fabrizio de André in English

"Fila la lana" was presented as a translation of a popular medieval French song from the 15th century. In fact the French source song was "File la laine" composed by Robert Marcy in 1948, popularized by Jacque Douai in 1955. The War of Valois in De André's version is better known as the War of the Breton Succession (1341-1364). The original French version speaks of the "Monsieur of Malbrough" which refers to a 1709 battle in the War of the Spanish Succession depicted in one of the most famous of French folk songs, "Marlbrough s'en va-t-en guerre." - Dennis Criteser
SPIN THE WOOL

In the war of Valois
the Seignior of Vly died.
Whether he was a valiant hero
is unknown, it’s still not certain.

But the woman left abandoned
lamenting his death,
for a thousand years, maybe more,
will mourn his sad destiny.

Spin the wool, spin your days,
keep fooling yourself that he might return.
Book of sweet dreams of love -
open the pages to its sorrow.

They returned by the hundreds and by the thousands,
the warriors of Valois.
They returned to their families,
to their palaces, to their cities.

But the abandoned woman
won’t find her love again,
and the big log in the fireplace
will be of no use for warming her heart.

Spin the wool, spin your days,
keep fooling yourself that he might return.
Book of sweet dreams of love -
open the pages to its sorrow.

Knights who in battle
ignore the fear,
may your chain mail be tight,
your armor well-tempered.

To the enemy who assaults you
be ready to give riposte,
because behind those walls
you’re awaited without cease.

Spin the wool, spin your days,
keep fooling yourself that he might return.
Book of sweet dreams of love -
close the pages on its sorrow.

inviata da Riccardo Venturi - 13/2/2016 - 08:48




Lingua: Esperanto

Versione in esperanto di Renato Corsetti
ŜPINU LA LANON

En milito de Valŭa'
de Brian' la grafo mortis.
Ĉu li estis ulo brava
ni ne scias, ne jam certe;
sed grafino forlasita
bedaŭrante lian morton
dum jarcentoj kaj jarmiloj
ŝi ploradis sian sorton.

Ŝpinu la lanon, la tagojn ŝpinu;
kredu ankoraŭ ke li revenos.
Libro de dolĉaj sonĝoj de l' koro
paĝojn malfermu al sia doloro.

Jam centope kaj milope
nun revenas la arme'
al familioj ili alvenas
al la urb' kaj al sia ej',
sed grafino forlasita ne retrovos sian amon
kaj la koron ne varmigos
de l' kamen' la granda flamo.

Ŝpinu la lanon, la tagojn ŝpinu;
kredu ankoraŭ ke li revenos.
Libro de dolĉaj sonĝoj de l' koro
paĝojn malfermu al sia doloro.

Kavaliro en batalo
vi ne konas malkuraĝon
estu akra via glavo
kaj fiera la vizaĝo;
al sturmanta malamiko
estu trafa kontraŭstaro:
vin atendas malpacience
ŝi malantaŭ la remparo.

Ŝpinu la lanon, la tagojn ŝpinu;
kredu ankoraŭ ke li revenos.
Libro de dolĉaj sonĝoj de l' koro
paĝojn malfermu al sia doloro.

inviata da Riccardo Venturi




Lingua: Tedesco

Versione tedesca di Riccardo Venturi
11 aprile 2005
SPINNE DIE WOLLE
Worte und Musik von Fabrizio de André
aus “File la Laine” von Robert Marcy (1949)
Deutsche Fassung von Riccardo Venturi


In dem Krieg von Valois
ist der Herr von Vly gefallen,
ob er ein tapfrer Held war
weiss man nicht, ist’s noch unsicher.
Aber die verlassen’ Frau,
allein im ihrem Todesschmerz
wird tausend Jahr und noch tausend
über ihr bös’ Schicksal weinen.

Spinne die Wolle, spinn’ deine Tage,
träum’ noch davon, er heimkomme,
Buch von so süße Träumen von Liebe,
öffn’ ihrem Schmerz deine bittre Seiten.

Bei Hunderten und Tausenden
sind die Krieger von Valois
zu ihren Städten, Schlössern,
Kindern endlich heimgekehrt.
Aber die verlassen’ Frau wird
ihren Liebsten nicht wiedersehn
und mit grossen Brennholzscheiten
lässt ihr Herz sich nicht erwärmen.

Spinne die Wolle, spinn’ deine Tage,
träum’ noch davon, er heimkomme,
Buch von so süße Träumen von Liebe,
öffn’ ihrem Schmerz deine Bittre Seiten.

Tapfre Ritter, der in Schlachten
keine Furcht, keine Angst kennet,
sei euer Panzerhemd fest,
sei eure Rüstung wohl geschmeidet.
Dem Feind, der euch angreifet,
sollt ihr rasche Antworten geben
weil jemand hinter den Mauern
auf euch rastlos, in Angst wartet.

Spinne die Wolle, spinn’ deine Tage,
träum’ noch davon, er heimkomme,
Buch von so süße Träumen von Liebe,
schliess’ auf ihren Schmerz deine Seiten.

11/4/2005 - 13:56




Lingua: Tedesco

Versione tedesca di Christoph Gerhard.
Deutsche Fassung von Christoph Gerhard

É una versione tedesca non letterale ma cantabile in tedesco che ho scritto già nei primi anni ottanta, un po' modificata adesso, nel 2010, grazie alle informazioni del sito "Canzoni contro la guerra" che per fortuna ho trovato cercando dei fatti più esatti sulla Guerra di Valois ed il Signor de Vly.

Dies ist eine deutsche Fassung, die nicht wörtlich, aber in Deutsch singbar ist. Ich habe sie schon in den frühen 80-er Jahren verfasst und jetzt leicht verändert aufgrund der Informationen der Website "Canzoni contro la guerra", welche ich glücklicherweise gefunden habe, als ich Genaueres über den Hundertjährigen Krieg und den Herrn von Vly suchte.
BALLADE VOM HUNDERTJÄHRIGEN KRIEG

In dem hundertjährigen Krieg
fand der Herr von Vly den Tod,
ob feiger Hund, ob tapfrer Held,
das wird erst noch untersucht.
Doch zu Hause ringt die Dame
einsam klagend ihre Hände,
tausend Jahre, und noch länger,
wird sie weinen um sein Ende.

Zähle die Tage,träume vom Glück,
rede dir ein, er käme zurück,
schlag auf, die Seiten im Buch deines Herzen,
schreib es hinein, das Lied deiner Schmerzen.

Zurückgekehrt zu hunderttausend
sind die Krieger aus der Schlacht,
zurückgekehrt zu den Familien,
an den Hof und in die Stadt.
Doch alleine bleibt die Dame,
bleibt allein mit ihren Schmerzen,
nie mehr wird sie ihren Liebsten
drücken können an ihr Herzen.

Zähle die Tage,träume vom Glück,
rede dir ein,er käme zurück,
schlag auf, die Seiten im Buch deines Herzen,
schreib es hinein, das Lied deiner Schmerzen.

Tapfre Rittersleute, die ihr
keine Angst kennt in der Schlacht,
traget festgeschnürt die Rüstung,
dass ihr gewappnet seid, habt acht,
einen Angriff abzuwehren,
darauf seid stets vorbereitet,
denn bedenkt, hinter den Mauern
werdet sehnlichst ihr erwartet.

Zähle die Tage, träume vom Glück,
rede dir ein, er käme zurück,
schlag zu, die Seiten, das Lied deiner Schmerzen,
schließe das Buch deines einsamen Herzen.

inviata da Christoph Gerhard - 15/2/2010 - 19:47




Lingua: Croato

Versione croata di Adela Savić Stuani

La versione è ripresa da faberdeandre.com, ma è riportata senza i segni diacritici necessari alla corretta lettura del croato, e contiene inoltre molti errori di digitazione ed anche alcune scorrettezze grammaticali. La inseriamo quindi dopo le opportune correzioni ed aggiustamenti grafici. [RV]
PLETI VUNU

U bitci na Valois poginuo je gospodin De Vly
dali je bio odvažni junak ne zna se, nije sigurno
ali njegova napustena dama oplakujući njegovu smrt
jos tisuću godina, i možda i više plakaće nad tužnom sudbinom.

Pleti vunu, pleti svoje dane
zavaravaj se još da će se on vratiti
knjigo slatkih ljubavnih snova
otvori stranice njenog bola.

Vratili su se stotine, tisuće ratnika sa Valois
vratili su se obiteljima, kućama, gradovima
ali napustena dama neće više nikad naći svoju ljubav
ni veliki panj u ognjištu neće zagrijati njeno srce.

Pleti vunu, pleti svoje dane
zavaravaj se još da će se on vratiti
knjigo slatkih ljubavnih snova
otvori stranice njenog bola.

Kavaljeri u bitci, koji ne znate za strah
neka vaš cvršto grli vaš oklop, neka bude dobro naostreno oružje
i neprijatelju koji vas napada dati ćete odlučan odgovor
jer unutar onih zidima čeka vas se, bez predaha.

Pleti vunu, pleti svoje dane
zavaravaj se još da će se on vratiti
knjigo slatkih ljubavnih snova
zatvori stranice njenog bola.

inviata da Riccardo Venturi - 13/5/2005 - 00:48





La versione greca di Ketty Maraka
Ελληνική μετάφραση από τη Καίτη Μαράκα




In realtà, Ketty Maraka canta la canzone in italiano; prima, però, legge la sua traduzione greca (quella che presentiamo sotto). La registrazione è stata effettuata dal vivo da Nikos Zoïopoulos il 28 ottobre 2011 a Makari, in una serata dedicata alla canzone contro la guerra greca e di altri paesi. Alla chitarra Nikos Manitaràs.

Στην πραγματικότητα, η Καίτη Μαράκα τραγουδάει το τραγούδι στα Ιταλικά, αλλά πρώτα διαβάζει τη μετάφρασή της στα Ελληνικά. Το βίντεο τράβηξε ο Νίκος Ζωιόπουλος σε ζωντανή εμφάνιση στο Μακάρι, στις 28 Οκτωβρίου 2011, αφιερωμένη στο Ελληνικό και Ξένο Αντιπολεμικό Τραγούδι.

τραγούδι του Fabrizio de Andre'
τραγούδι: Καίτη Μάρακα
κιθάρα: Νίκος Μανιταράς
ΥΦΑΙΝΕ ΤΟ ΜΑΛΛΙ

Ο κύριος Ντι Βλι σκοτώθηκε στον πόλεμο του Βαλουά.
Δεν είναι ακόμα σίγουρο αν στάθηκε ένας γενναίος ήρωας.
Αλλά η έρημη κυρά, κλαίγοντας για το θάνατό του,
τη θλιβερή της τύχη θα θρηνεί για χίλια χρόνια και μπορεί και παραπάνω.

-Ύφαινε το μαλλί, ύφαινε τις μέρες σου, συνέχισε να ξεγελιέσαι ότι θα γυρίσει!
Βιβλίο με τα γλυκά ερωτικά της όνειρα, άνοιξε τις σελίδες πάνω από τον πόνο της!

Γύρισαν πίσω κατά εκατοντάδες και κατά χιλιάδες οι πολεμιστές του Βαλουά.
Γύρισαν πίσω στις φαμίλιες τους, στις πολιτείες και τα παλάτια τους.
Αλλά η έρημη κυρά δε θα ξανάβρει την αγάπη της
και το μεγάλο κούτσουρο στο τζάκι δε θα μπορέσει να ζεστάνει την καρδιά της.

Εσείς, ιππότες, που στη μάχη δε γνωρίζετε τι θα πει φόβος,
σφίξτε καλά την πανοπλία σας και την αρματωσιά σας!
Γοργά απαντήστε στον εχθρό που σας ορμάει,
γιατί πίσω απ' αυτά τα τείχη κάποιος σας περιμένει αδιάκοπα.

-Ύφαινε το μαλλί, ύφαινε τις μέρες σου, συνέχισε να ξεγελιέσαι ότι θα γυρίσει!
Βιβλίο με τα γλυκά ερωτικά της όνειρα, κλείσ' τις σελίδες πάνω από τον πόνο της!

inviata da Riccardo Venturi - 21/5/2012 - 19:33




Lingua: Finlandese

La versione finlandese di Juha Rämö
Traduzione / Translation / Traduction / Suomennos: Juha Rämö
PÄIVÄNKEHRÄÄJÄ

Satavuotisessa sodassa kuolemansa kohtasi herra von Vly,
sankarinako, sitä ei vielä tiedetä, mikä lieneekään syy.
Mutta leskeksi jäänyt vaimo, yksin kuolontuskissaan
tuhat vuotta ja taas tuhat on sureva hänen kohtaloaan.

Kehrää villoja, kehrää päiviä hänen paluunsa unelmalle
rakkauden kultaisten unien kirjan sivuille painetulle.

Miehet sodast' palaavat jo sadoin ja tuhansin
koteihinsa, linnoihinsa, lasten luokse takaisin.
Vaan nainen vaille rakkaintaan hän yksiksensä jää,
ei sydämensä tuskaa voi ees tuli lämmittää.

Kehrää villoja, kehrää päiviä hänen paluunsa unelmalle
rakkauden kultaisten unien kirjan sivuille painetulle.

Ritarit te urheat, taistelujen karaisemat,
olkoot haarniskanne, panssarinne vahvat
ja iskunne lujat, kun päälle käy vihollinen,
mi lakkaamatta vartoo takana muurien.

Kehrää villoja, kehrää päiviä hänen paluunsa unelmalle
rakkauden kultaisten unien kirjan sivuille painetulle.

inviata da Juha Rämö - 16/5/2016 - 09:19




Lingua: Italiano (Piemontese Galliatese)

Versione in Galliatese, dialetto di Galliate (NO), di "Fila la lana".
Avendo molti fonemi, il Galliatese non è semplice da scrivere.
Per cui chi trova qualche errore può correggerlo.

Il castello di Galliate: il principale monumento della cittadina per la traduzione di una canzone che non vi stonerebbe, se ambientatavi.
Il castello di Galliate: il principale monumento della cittadina per la traduzione di una canzone che non vi stonerebbe, se ambientatavi.
FIRA ' LÄNA

Int'a guèra di Valois 'l scior Di Vly l'è mortu
sa l'a stai un brav'eròe a sa mîjsi, l'è mîja sicüru.
Ma ' so dòna 'bandunà 'ntän ca piängia ' so mòrta
pre mêl'ägni, fors'uncô, piängiarà ' malingra sòrta

Fira ' läna, fira tò dê, insünti 'ncô ca lü turn'indrê
lêbru da dôlzi sügni d'amòru dròv'i tò pagini sêu 'l so dulòru

In turnà püsè che mêla d'a guèra di Valois
in turnà ' i so famêglji, 'i palazji, 'i cità
ma ' so dòna 'bandunà, truarà mîja ' so amòru
e i sciòcu 'nt'i camîn basta mîja ' scaldè i so cöru

Fira ' läna, fira tò dê, insünti 'ncô ca lü turn'indrê
lêbru da dôlzi sügni d'amòru dròv'i tò pagini sêu 'l so dulòru

Cavaglièri in batàglia dè mîja urôgiu ' la pagüra
l'i ben strència ' vòsta maja, l'i tanprà ' vòst' armadüra
Ai dişnimişi ca saltenvi-dòsu vü stè prunti ' dè rispòsta
parchè dadrê da cü müri i spicènvi senza ripoşu

Fira ' läna, fira tò dê, insünti 'ncô ca lü turn'indrê
lêbru da dôlzi sügni d'amòru sar'i tò pagini sêu 'l so dulòru

5/2/2009 - 16:55




Lingua: Ebraico

Traduzione ebraica di D. Almagdor della versione di Douay
Interpretata da Chava Alberstein nel suo album "The early years" (השנים הראשונות) del 2003



T'Vi Et Hatzemer

Questa versione era stata segnalata nel 2006 da Tommaso.
טוי את הצמר

בחלון מול החומה היא יושבת כבר שנים,
אגדות הילכו עליה עוד מימי היוונים.
אל הים היא מתבוננת ובפלך היא טווה,
ממתינה לבוא הרגע בו יגיע אהובה.

טווי את הצמר, טווי את היום,
טווי את הסבל והחלום.
עוד יום עבר, שוב גווע האור,
טווי כי מחר הוא יחזור,
הוא יחזור.

וחולפות השנים. תם הזמר בדרכים,
מול בתים עשנים אין עוד זכר לפרחים.
בתנור צונן האפר, אין עשן בארובה,
בחלון אישה יושבת ומבקשת את ליבה.

טווי את הצמר, טווי את היום,
טווי את הסבל והחלום.
עוד יום עבר, שוב גווע האור,
טווי כי מחר הוא יחזור,
הוא יחזור.

מלחמות על אש וחרב, וצבען שחור אדום,
היא טווה בשתי וערב ממתינה לבוא היום.
היא יודעת: אוי למלך ואבוי למלחמה,
כל עוד יש אישה עם פלך הצופה אל החומה.

טווי את הצמר, טווי את היום,
טווי את הסבל והחלום.
עוד יום עבר, שוב גווע האור,
טווי כי מחר הוא יחזור,
הוא יחזור.

inviata da Dq82 - 9/2/2018 - 06:16


esiste una versione in ebraico... l'ho scoperta (anzi ci sono 2 versioni) in "the early years" di chava alberstein, la attribuisce correttamente a j douai ed e' tradotta in ebraico da d. almagor... non riesco a trovare altre info al momento + i cd li ho comprati su internet e sono tutti in ebraico a parte i titoli translitterati. il titolo della canzone e' "tvi et hatzemer"... se qualcuno capisce l'ebraico e vuole tradurla posso provare a spedirla come mp3... tcavagna@fastwebnet.it

tommaso - 21/7/2006 - 19:26


Soltanto a mo' di curiosità, e proprio per far vedere che nel nostro sito le ricerche non si fermano mai a volte sfiorando la mission impossible, siamo riusciti a reperire dopo anni un toponimo dal nome di Vly. E' però del tutto improponibile per questa canzone: si tratta infatti di una montagna (Vly Mountain) situata nella contea di Greene, nello stato USA del New York. Alta 1076 metri, è parte della catena delle Catskill Mountains. Si veda il relativo articolo di en.wikipedia. Tuttora non siamo riusciti a reperire alcun toponimo simile nella Francia attuale e storica, suffragando così l'ipotesi che il "signor di Vly" sia una pura invenzione verbale di De André dovuta a ragioni metriche.

Riccardo Venturi - 22/4/2008 - 23:11


Lo ignoravo fino a poco tempo fa, ma purtroppo Jacques Douai è venuto a mancare il 7 agosto 2004 a Parigi. Ammalato di cancro e forse anche di dolore, dopo che l'amministrazione comunale parigina aveva chiuso la sua creazione alla quale aveva dedicato buona parte della sua vita, il Théâtre du Jardin pour l'Enfance et la Jeunesse. Lo voglio ricordare col suo bel sorriso di uomo del Nord, di quella terra dove anch'io ho vissuto.

jdouai

Riccardo Venturi - 23/4/2008 - 23:59


Il fatto è che, secondo le regole SIAE, se un brano è "tradizionale" (o se è una "canzone popolare francese del XV secolo"...), rielaborandola ottieni il diritto di depositarla a tuo nome. Vi invito a verificare da soli nell'Archivio SIAE disponibile on line https://www.siae.it/archivioOpere/OpereMusicali/aventeDiritto.do e scoprirete così che il deposito di "Fila la lana" è, sia per il testo che per la musica, di Fabrizio De André. Non è stato il solo a fare operazioni del genere, Branduardi ha spesso depositato a suo nome brani tradizionali. In questo modo il presunto "autore" incassa i soldi dei diritti d'autore, in questo caso consistenti (soprattutto per la versione del 1974 i passaggi radiofonici erano molti). Soldi che però avrebbero dovuto andare a Robert Marcy. Son quelle vicende un po' così...come quella di "Ho visto un re" che riguarda Paolo Ciarchi, o "Quelli che..." e Beppe Viola.

Vito Vita - 9/2/2018 - 05:47



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