Lingua   

Il tarlo

Fausto Amodei
Lingua: Italiano


Ti può interessare anche...

Portiamo l'Italia nel cuore (Che importa se ci chiaman banditi?)‎
(Cantacronache)
Proclama di Camilo Torres
(Fausto Amodei)
L'inondasion dël Pò
(Fausto Amodei)


[1961]
Testo e musica di Fausto Amodei
Lyrics and music by Fausto Amodei

faustamo

Testo ripresto da: Cantacronache, Un'avventura politico-musicale degli anni cinquanta, a cura di Emilio Jona e Michele L. Straniero, Crel-Scriptorium 1995, p. 125.
In una vecchia casa, piena di cianfrusaglie,
di storici cimeli, pezzi autentici e anticaglie
c'era una volta un tarlo di discendenza nobile
che cominciò a mangiare un vecchio mobile.
Avanzare con i denti
per avere da mangiare
e mangiare a due palmenti
per avanzare.
Il proverbio che il lavoro
ti nobilita, nel farlo,
non riguarda solo l'uomo
ma pure il tarlo.

Il tarlo, in breve tempo, grazie alla sua ambizione
riuscì ad accelerare il ritmo di produzione:
andando sempre avanti, senza voltarsi indietro
riuscì così a avanzar di qualche metro.
Farsi strada con i denti
per mangiare, mal che vada,
e mangiare a due palmenti
per farsi strada.
Quel che resta dietro a noi
non importa che si perda:
ci si accorge, prima o poi
ch'è solo merda.

Per legge di mercato, assunse poi, per via,
un certo personale con contratto di mezzadria:
di quel che era scavato, grazie al lavoro altrui
una metà se la mangiava lui.
Avanzare, per mangiare
qualche piccolo boccone,
che dia forza di scavare
per il padrone.
L'altra parte del raccolto
ch'è mangiato dal signore
prende il nome di "maltolto"
o plusvalore.

Poi, col passar degli anni, venne la concorrenza
da parte d'altri tarli, colla stessa intraprendenza:
il tarlo proprietario ristrutturò i salari
e organizzò dei turni straordinari.
Lavorare a perdifiato,
accorciare ancora i tempi
perché aumenti il fatturato
e i dividendi.
Ci si accorse poi ch'è bene
anziché restare soli,
dar d'accordo tutti insieme
dei monopoli.

Si sa com'è la vita: ormai giunto al traguardo
per i trascorsi affanni il nostro tarlo crepò d'infarto.
Sulla sua tomba è scritto:

PER L'IDEALE NOBILE
DI DIVORARSI TUTTO QUANTO UN MOBILE
CHIARO MONITO
PER I POSTERI
QUESTO TARLO
VISSE
E
MORI'.

inviata da Riccardo Venturi - 23/6/2009 - 00:59



Pagina principale CCG

Segnalate eventuali errori nei testi o nei commenti a antiwarsongs@gmail.com




hosted by inventati.org