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Cadono le famiglie

Cantacronache
Lingua: Italiano


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[1959]
Testo di M. Pogliotti
Musica: Cantacronache (Sergio Liberovici)

Testo ripresto da: Cantacronache, Un'avventura politico-musicale degli anni cinquanta, a cura di Emilio Jona e Michele L. Straniero, Crel-Scriptorium 1995, p. 171.
Cadono le famiglie - come foglie d'autunno
dopo le dolci follie - d'estate:
le madri coi bagnini - i padri con le balie
le nonne dietro ai parroci -si perdono così.
Ed i bambini - restano soli
con i trenini e le mitragliatrici.
Fanno la guerra - giocano ai ladri
e i loro padri - si perdono nel separé.
Ed i bambini - van per cortili
brucian le scuole - le chiese, gli asili,
chiedono il pane - sfregiano i quadri
mentre le madri - si perdono nel separé.

Cadono le frasi vuote - come pere marcite
dopo le lunghe - follie passate
la legge eguale a tutti - la fede nel futuro
ed è sempre più duro - sperare nella libertà.
E i nostri figli - restano soli
senza sapere che cosa pensare:
ruban le moto - violentan le guardie,
credon soltanto - nei loro juke-box.
Hanno i blue jeans - le giacche di pelle:
è il loro credo - la loro fede.
Bruciano gli anni - e intanto noi
sappiamo soltanto - chiamarli teddy boy.

Cadono le istituzioni - come rose appassite
dopo la lunga stagione in orbace
la Camera, il Senato, l'Istituto di Igiene
ed a pensarci bene - tante altre ancor.
E i cittadini - restano soli
col frigidaire ed i televisori
con il frullino - per tutti i voltaggi
e il vibratore - per i massaggi
col termobagno - i fiori in plastica
l'utilitaria - il lavabiancheria.
Fan la schedina - di tanto in tanto
credon soltanto - nell' UNO DUE X.

inviata da Riccardo Venturi - 23/6/2009 - 00:27



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