Carlos Cano

Canzoni contro la guerra di Carlos Cano

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È stato un cantautore votato al rinnovamento di alcuni generi musicali tradizionali iberici, come il Fado o la Copla andalusa, che con lui rinacque, senza più essere associata al franchismo. La sua versatilità come compositore, che lo portò a scrivere su ritmi tanto diversi come la Cueca cilena, il Tango, la Rumba, il Samba, e la notevole qualità dei suoi versi, fanno di lui uno dei più importanti autori contemporanei di lingua spagnola.
Da giovane, come moltissime migliaia andalusi emigrò in Svizzera ed in Germania, esperienza che lo segnerà profondamente, ispirandogli canzoni come "El salustiano" o "Miseria", brani caratterizzati dal dispiacere di dover abbandonare i paesaggi della propria terra, per prendere contatto con i grigi paesaggi industriali dell'Europa più sviluppata economicamente. Nel 1969, incoraggiato da artisti come il cantautore catalano Lluis Llach o il chitarrista flamenco Enrique Morente, inizia a cantare all'università accompagnandosi con la sua chitarra,, facendo sentire un caratteristico tremolio di voce, che diventerà una delle sue maggiori caratteristiche. Il suo primo repertorio è fortemente condizionato da memorie familiari riguardanti la seconda repubblica, durata in Spagna dal 1931 al 1936, i cui sostenitori, tra cui suo nonno, furono fucilati in massa dai franchisti. I primi anni della sua carriera, caratterizzati dal passaggio della Spagna dalla dittatura alla democrazia, furono fortemente politici: oltre alla generale rivendicazione di libertà, nel suo repertorio vi è un grido di rinascita dell'identità andalusa. A questo periodo risale la canzone "La verdiblanca", brano considerato l'inno non ufficiale dell'Andalusia. Nel titolo si fa riferimento ai colori della bandiera regionale. Negli Anni ottanta c'è una svolta intimista, rappresentata da album come "De la luna y el sol", che contiene anche una bellissima versione in spagnolo di "Un gelato al limon" di Paolo Conte. Amplia i suoi orizzonti musicali includendovi il tango, il bolero latino americano. Di questo periodo sono anche composizioni molto curate, come la canzone "El rey Al-Mutamid dice adiós a Sevilla", ispirata ai versi del re arabo. Con gli album "Cuaderno de coplas" e "Quédate con la copla", rivendica il valore della copla come genere identitario andaluso, facendo sì che non si associasse più al franchismo e venisse riassorbita dalla modernità. Tra gli artisti che seguirono Carlos Cano in questa operazione di rivitalizzazione, si possono ricordare: Pasión Vega, Martirio (che ha collaborato anche con Compay Segundo) e Isabel Pantoja. Nel 1998 realizza un suo vecchio sogno, quello di mettere in musica il "Diván del tamarit" ultima opera di Federico García Lorca, di cui aveva già pubblicato una poesia musicata nell'album "De la luna y el sol". All'album, uscito per il centenario della nascita del poeta granadino, hanno collaborato: Leo Brouwer, l'Orchestra filarmonica di Londra, Curro Romero, la corale basca Orfeón Donostiarra, il chitarrista, cantante e compositore Paco Ibáñez, il cantautore appassionato di musica cubana Santiago Auserón e la cantante catalana Marina Rossell. Nel 1995 fu colpito da un'aneurisma alla aorta, che fu curato nella clinica Monte Sinai di New York. Ristabilitosi porterà una gratitudine infinita alla città americana, arrivando a cantare "Nací en nueva York, provincia de Granada" ("Habaneras de Nueva York" 1996) (NOTA: "Sono nato a New York in provincia di Granada"). Nel 2000 il problema cardiaco si ripresenta e, dopo una degenza ospedaliera di tre settimane durante la quale aveva dato segnali di ristabilimento, muore nella sua città natale il 19 dicembre. Prima di morire incide un album che, tra le altre collaborazioni, vanta Amalia Rodrígues, Compay Segundo, e la partecipazione di un coro di bambini cubani. Nel 2001 la regione dell'Andalusia, lo nomina Figlio prediletto ed esce il cd "Que naveguen los sueños", album in cui reinterpreta, insieme ad altri artisti, i suoi più grandi successi.


Discografia
1975 - A duras penas
1976 - A la luz de los cantares
1978 - Crónicas granadinas
1980 - De la luna y el sol
1981 - El gallo de Morón
1983 - Si estuvieran abiertas todas las puertas
1985 - Cuaderno de coplas
1986 - A través del olvido
1987 - Quédate con la copla
1988 - Luna de abril
1989 - Ritmo de vida
1990 - En directo, live
1992 - Mestizo
1994 - Forma de ser
1995 - Algo especial
1996 - Chiclanera y otros grandes éxitos, raccolta
1996 - El color de la vida
1997 - Grandes canciones, raccolta
1998 - Diván del Tamarit
1999 - La copla, memoria sentimental
2000 - De lo perdido y otras coplas
2001 - Que naveguen los sueños, raccolta
2006 - Una vida de copla, raccolta