Arturo Zardini

Canzoni contro la guerra di Arturo Zardini

da http://www.coroanatalmassons.it/autori_friulani.htm

Arturo Zardini nacque a Pontebba il 9 novembre 1869, la famiglia era originaria di Pozzo di Codroipo, si era trapiantata a Cormòns e in seguito a Pontebba. Dal padre di professione mugniaio, secondo altri costruttore di mulini, Arturo ereditò il soprannome di Mulinâr col quale veniva chiamato dagli amici Turo Mulinâr.

Iniziò la sua formazione culturale a sette anni sotto la guida di Don Rodolfo Tessitori cappellano di Pontebba e maestro nelle scuole primarie comunali. Le basi della sua educazione musicale si devono invece al maestro Kolbe, direttore della banda di Pontebba, il quale, constatatane la passione e la sensibilità musicale lo chiamò nella sua banda come allievo cornettista. Gli anni dell'adolescenza furono dedicati al lavoro e oltre ad aiutare il padre nella conduzione del mulino, dovette per quattro o cinque stagioni recarsi in Austria come apprendista muratore. Nel 1888 si arruolò e venne assegnato quale allievo cornettista alla banda del 36° Reggimento di Fanteria "Pistoia" di stanza a Modena. Durante i 14 anni di permanenza sotto le armi ebbe modo di maturare una buona e regolare formazione musicale. Dal 1894 al 1898 fu mandato a studiare armonia e contrappunto sotto la guida del maestro Cicognani. Rientrato al suo reggimento, venne iscritto al corso annuale di perfezionamento al Liceo Musicale Rossini di Pesaro. ove il 15 agosto del 1899, esaminato dal maestro Giuseppe Perosi (padre di don Lorenzo) conseguì il diploma di Direttore di banda. Indi la nomina a Capo musica di banda militare presso il suo 36° Reggimento di Fanteria"Pistoia".

Nel 1901 in un concorso musicale indetto dalla Società Artistica Musicale Diritto e Giustizia di Palermo otteneva, quale riconoscimento delle sue doti di compositore, un diploma di I° grado con medaglia d'argento per una serenata a soli archi. L'anno seguente, congedatosi dal servizio militare rientrò a Pontebba ove costituì un coro a voci miste. Il Comune per dargli una sistemazione decorosa e sicura lo assunse nel 1903 tra i suoi dipendenti con la funzione di applicato di concetto all'anagrafe e di maestro di banda. Qui sposò in seconde nozze Elisabetta Fantuzzi da cui ebbe tre figlie.

L'intervento in guerra dell'Italia nel maggio del 1915 lo costrinse ad abbandonare il paese natale. Profugo dapprima a Moggio Udinese, poi a Udine e infine a Firenze, potè rientrare nel suo devastato paese solamente alla fine del 1918 ed ivi riprendere le attività che aveva svolto prima della grande guerra. Ricostituì il coro e dal 1920 lo diresse - come lo ricordano- con toni entusiastici i giornali dell'epoca. Stimolato dal coro, intensificò l'attività compositiva dei canti friulani tanto che buona parte di essi vide la luce proprio in questi anni.
Il 5 febbraio 1922 venne premiato per la sua meritoria attività con la nomina di Cavaliere della Corona d'Italia. Morì il 4 gennaio 1923 per uremia all'Ospedale di Udine; la sua salma riposa nel cimitero di S. Rocco a Pontebba.