Canzoniere Pisano

Canzoni contro la guerra di Canzoniere Pisano

Sorto negli anni 1966/67 attorno alle figure di Alfredo Bandelli, Riccardo Bozzi, Carla Lantery, Pino Masi e Piero Nissim, ha assunto fin dall'inizio una fisionomia di stretta aderenza alle lotte politiche di quegli anni, incidendo per i Dischi del sole e cantando canzoni che ebbero una buona circolazione soprattutto nell'ambiente studentesco e fra gli operai più combattivi.Sfumato poi nel Canzoniere del proletariato che assunse posizioni vicine a quelle di Lotta continua, continuò la sua attività incidendo alcuni dischi per conto dei Circoli Ottobre.

Fra le moltissime canzoni prodotte dal gruppo ricordiamo solo le più note: le storie di fabbrica, come "Padrone Olivetti", "Gino della Pignone", "Mario della Piaggio", "Sandrino della Solvay", quelle di lotta come "15 ottobre alla Saint Gobain", "Quella notte davanti alla Bussola" e soprattutto gli "Stornelli pisani" e "La violenza" che furono fra i più cantati dal movimento studentesco. Successivamente il gruppo, che aveva seguito Sofri dopo la crisi del Potere Operaio, divenne il canzoniere ufficiale di Lotta Continua, assumendo il nome di "Canzoniere del Proletariato".
Sono di questo periodo altre celebri canzoni come "La Ballata della FIAT" (eseguita anche nel film di Godard "Crepa padrone tutto va bene"), "L'ora del fucile", "Compagno Saltarelli", "Ballata per Franco Serrantini" o canzoni meno note che, però, costituiscono importanti documenti sulle lotte condotte dai detenuti ("Liberate tutti"), dai militari di leva ("Da quando son partito militare") o dai senzacasa ("Tarantella di Via Tibaldi").

Sia dal punto di vista musicale, sia da quello dei testi il Canzoniere Pisano si caratterizza come il più fortemente innovativo e, se manca dello spessore culturale di gruppi di ricerca come il Canzoniere del Lazio o di cantanti come Giovanna Marini, si può a buon diritto ritenere l'espressione musicale più immediata e spontanea dei movimenti di quegli anni.

E' probabile che una parte del successo di LC sia da ascrivere proprio al contributo di immagine datogli dal suo canzoniere anche nelle sue produzioni più trionfalistiche ("Inno di Lotta Continua" o "Internazionale Proletaria") che restano comunque fra i documenti più significativi di un'epoca.