Carlos Puebla

Canzoni contro la guerra di Carlos Puebla

Carlos Puebla, il promotore del "Nuevo Canto Latinoamericano", é come un bardo o una rapsodia dell'antichita', di quelli che cantavano le gesta e le prodezze.
Per creare le sue canzoni non aveva bisogno di molto tempo, tutto sorgeva spontaneamente, di qualsiasi tema trattassero i versi.
Non smetteva mai di lavorare, anche se era ammalato. Era convinto che il lavoro lo guariva. Franco, spiritoso, non era ostentoso, ne' interessato. Gli piaceva il baseball, la pesca, il pugilato.
Collezionava chitarre e gli piaceva essere a casa con sua figlia Maria Antonia e i tre nipotini. Quando mori', aveva 72 anni. Era nato a Manzanillo, nell'oriente cubano, nel 1917.
Undici anni dopo la sua scomparsa, la voce di Carlos Puebla e' ancora una delle piu' registrate e diffuse a Cuba.
Il Poeta Nazionale dell'Isola, Nicolas Guillen, disse una volta: "la canzone cubana ha un cantore popolare: si chiama Carlos Puebla".
Di seguito si esporra', il dialogo che ebbe questo giornalista con Puebla, nella residenza all'Avana di costui, quando la sua voce percorreva il mondo, come succede anche oggi, rendendo note le sue migliori composizioni, quelle che entrarono nella storia per sempre.

- Lei e' nato nel dopoguerra, a Manzanillo, dove si mangiano "licetas" e si balla il son.

- In quell'epoca c'erano soltanto motivi per piangere.
L'unica mia fortuna e' che nacqui con una chitarra sotto il braccio nel posto del pane. Ma, nonostante cio', feci diversi mestieri: calzolaio, falegname, segretario, maestro di chitarra...
Decisi di morire contento, suonando la mia chitarra, invece che morire di fame.
E quando non avevo una chitarra, prendevo un'armonica giocattolo.
Vivevamo nella strada che porta al cimitero ed eravamo costretti a mettere in fuga la tristezza ad ogni costo.

- Come imparo' i trucchi della tecnica musicale?

- Con un fratello che mi addestro', fino a quando cominciai a cantare e mi presentai alla radio di Manzanillo. Ma, la situazione non era delle migliori - erano tempi difficili- e, quando avevo fame, ritornavo al "home, sweet home".
Allora cantavo quello che diceva: "Ho un destino e un son/ con cui percorrere strade,/ lungo son e' il mio destino,/ strada e' la mia canzone,."/.

- Nell'epoca del cha cha cha tutti i compositori ne crearono uno personale. Lei ne scrisse qualcuno?

- In "La Bodeguita del Medio" il caricaturista e giornalista Mario Kuchilan mi sfido' a comporre un cha cha cha cosi' il giorno sucessivo apparvi con questo brano: "Nessuno si ricorda di parlare in spagnolo/ adesso alla gente piace il cha cha cha/ il pollo lo chiamano ormai pickin chikin/ e "la completa", viene tristemente chiamata, bud play". Il gruppo Casino registro' questa canzone.

- Come ricevette l'arrivo del leader cubano, Fidel Castro, nel 1959 all'Avana, nella cosiddetta Carovana della Rivoluzione?

-Con la migliore cosa con cui potevo riceverlo, con canzoni. Il 3 gennaio di quell'anno, a mezzo cammino, scrissi: "e in quel momento giunse Fidel,/ fini' il divertimento/ arrivo' il Comandante e comando' di smetterla"./.
Poi il canto alla Riforma Agraria, all'eroe Camilo Cienfuegos, a Cuba, in data 26 Luglio (data che segna l'inizio della lotta insorgente guidata da Fidel) e quello che dice: "Continuo ad essere cubano".

- Come giunse alla Bodeguita del Medio, dove lei e' un simbolo?

- Mi porto' nel 1952 il giornalista Salazar Caballero. Creammo li' il Trio "Los Tradicionales". Senza uno stipendio fisso, vivevamo delle mance. Allora mi sistemai in una strada chiamata Cuba, come il Paese. La gente veniva ad ascoltarmi in attesa del mio ultimo "editoriale". Molti venivano soltanto per pochi minuti ma poi si fermavano cinque ore.
Alla Bodeguita... feci amicizia con artisti, intellettuali, ambasciatori e persino presidenti, come Salvador Allende, del Cile, che veniva qui accompagnato da Guillen.

- Come ricorda Salvador Allende?

- Nel 1964 un senatore cileno mi porto' un messaggio di Allende: pensava di presentarsi per le elezioni e voleva che io gli scrivessi qualche canzone per la sua campagna. Fino al 1971, pero' non raggiunse la presidenza. Andai in Cile allora, fino al Palazzo di La Moneda e cantai anche nei quartieri di Santiago de Chile. Nel 1973 il presidente mi incontro' alla Bodeguita e ci scattammo delle fotografie storiche.

- Il Comandante Ernesto Che Guevara fu suo amico?

- Non posso dire che il Che fu mio amico, ma di lui ho buoni ricordi. Lo conobbi nell'Isola della Gioventu' (isola situata a sud di Cuba, prima chiamata Isola dei Pini). Li' mi ispiro' una canzone quando disse che avremmo utilizzato i tacchi contro il nemico e scrissi: "A colpo di tacchi". Dopo gliela cantai e rise come un bambino.

- Qual'e la storia della canzone "Hasta siempre Comandante"?

- Fu nel 1965, quando Fidel nella Piazza della Rivoluzione, lesse la lettera di commiato del Che. Quello fu molto suggestivo e presto mi misi a lavorare: durante la notte scrissi quella canzone.
Il giorno dopo la mostrai a mia moglie Rosalba e chiamai a "Los Tradicionales" per provarla. Volevo trasportare il messaggio del Che verso altre terre del mondo per continuare ad offrire il suo contributo alla lotta rivoluzionaria. Non avevo dubbi che in quei Paesi sarebbe rimasta la sua cara presenza.

- Non sembra essere una canzone di lutto.

- Non e' una canzone di lutto. E' una canzone contadina che esprime speranza, molto epica e sentita, con l'atmosfera che esige.
La canzone percorse -e percorre- il mondo: fu inclusa nel film Stato d'Emergenza, di Costa Gavras, divenne un inno della lotta in Vietnam e nell'America Latina, ed anche in manifestazioni in Europa.
In Spagna mi sorprese sentirla in un concerto nel teatro Monumental.
Il pubblico accendeva gli accendini illuminando il teatro mentre si cantava la canzone.

- Alcuni musicologi pensano che lei avvio' il Nuevo Canto Latinoamericano.

- Nel 1961 feci un giro per l'America Latina e non trovai nessuno che cantasse canzoni politiche. Io andai con il mio zaino pieno di canzoni guerriere, eroiche, impegnate.
Percio' nel 1973 si scelse Manzanillo, il mio paesino, per festeggiare il II Incontro Nazionale di Movimento della Nuova Trova.
Questo Incontro servi' per innescare i giovani trovatori che in quel decennio ebbero un ruolo importante nella canzone.

- Lei si considera un cronista della canzone politica?

- Io ho soltanto musicato la storia.

http://www.venceremos.it/cuba/carlos.htm