Massimo Bubola

Canzoni contro la guerra di Massimo Bubola


Massimo Bubola nasce a Terrazzo di Legnago (VR) il 15 marzo 1954, e l’influenza dell’amato Veneto rimane sempre presente e costante nella sua scrittura.
I suoi nove dischi hanno lasciato tracce indelebili nella musica italiana.
"Nastro giallo" (Produttori Associati 1976) rappresenta il suo esordio. È un disco pregno d’intuizioni e di un "songwriting" già di grande qualità. "Spalle dolci" e "Canzone di maggio" sono piccole gemme di sfavillante bellezza, che non sfuggono ad una delle figure più importanti ed influenti della scena musicale del nostro paese, Fabrizio De Andrè.
Da questa collaborazione nasce un lavoro che sfocerà nel famoso disco "Rimini". In questo album l’unione fra i due dà luogo ad alcuni dei pezzi che sono divenuti dei classici della canzone d’autore italiana. Come poter non citare "Andrea" o la rilettura di un noto pezzo di Bob Dylan, quella "Avventura a Durango", rivisitazione della nota "Romance in Durango", che frutterà ai due i complimenti dello stesso Dylan. E poi la splendida "Sally", altra canzone divenuta un piccolo classico.

Finita l’avventura con Fabrizio, Massimo torna a percorrere la strada solista dando alle stampe il suo secondo album, "Marabel" (Philips 1979), che è un grande e deciso passo avanti sulla via del rock d’autore. Marabel contiene alcuni dei grandi classici di Bubola, come il pezzo che intitola l’album, o come "Cocis" e "Ferida". Da allora l’attività di Massimo non ha conosciuto soste.
Nel 1981 scrive con De Andrè "Una storia sbagliata", canzone dedicata a Pasolini, che ancora oggi è riproposta nei suoi live show, ed in quell’anno collabora con lo stesso Fabrizio alla stesura del famoso album con "L’indiano" in copertina (Fabrizio De Andrè 1981), un album contenente, come al solito, grandi canzoni, come "Franziska", oppure "Quello che non ho". Un discorso a parte meritano "Fiume Sand Creek" che apre ad un mondo, quello degli indiani d’America, che avrà gran considerazione oltre dieci anni dopo con il disco di Robbie Robertson ("Fallen Angels") ed "Hotel Supramonte". Canzoni memorabili tanto da essere ormai parte importante della canzone d’autore italiana.

Massimo Bubola liveFinita la nuova parentesi con Fabrizio, Massimo ritorna ad una prova solista con l’album "Tre Rose" (Fado 1982) che vede presenti lo stesso De Andrè col figlio Cristiano e Dori Ghezzi, oltre a Mauro Pagani. L’album contiene grandi pezzi quali "Carmelina", "Encantado signorina", la splendida "Tiro un’arancia in cielo".
Passa un anno e Massimo dà alle stampe "Massimo Bubola" (Fado 1982), album che lo vede, tra l’altro, impegnato nella rivisitazione di due grandi autori del miglior rock a stelle e strisce, ovvero Willie Nile, e Willy deVille, dei quali ripropone "Billi Billi", riuscita cover di "Baby love me like you did before" di deVille, e di "Vieni alla finestra" che nella versione originale era la celebre "Vagabond Moon" di Nile.
Nel 1988 esce "Vita, morte e miracoli" (Ricordi). Anche in questo disco troviamo grandi canzoni come "Sandy" o la bellissima "Praga". Massimo decide di mettere a frutto il bagaglio d’esperienza fatto in studio di registrazione, oltre al suo modo unico di scrivere canzoni. E inizia una serie impressionante di collaborazioni. Da Cristiano de André a Milva, a Mauro Pagani (Passa la bellezza), The Gang (con due fra i loro migliori lavori in assoluto "Le radici e le ali", ed il giustamente incensato, "Storie d’Italia"), da Kaballà, con lo splendido Petra lavica, fino a Fiorella Mannoia, che Massimo spinge al successo con una grande ballata entrata di diritto nella storia della musica italiana, "Il cielo d’Irlanda". Per non dire di un altro celeberrimo pezzo, "Don Raffaè", scritto con Fabrizio de Andrè in occasione del suo disco "Le nuvole".
"Doppio lungo addio", è divenuto un must nella sua discografia. Un album rock con grandi canzoni e grandi arrangiamenti, prodotto da Piero Fabrizi. In questo disco appare anche la versione di Massimo della celeberrima "Il cielo d’Irlanda". "Amore & guerra" (CGD 1996) vede Massimo riproporre tutte le sue più grandi canzoni nella versione più consona alla loro struttura. "Marabel", "Johnny lo zingaro", "Fiume Sand Creek", "Quello che non ho", "Un angelo in meno", "Sally", "Spezzacuori", "Andrea", "Eurialo e Nisio", "Camicie Rosse", "Tre rose" e "Don Raffaè" sono lo splendido contenuto di questa grandissima antologia. Versioni piene, vive di pezzi che vengono plasmati e quasi riscritti dal suo autore.

Nel 1997 appare nei negozi "Mon Trésor". Un album che contiene, al solito, grandi canzoni divenute dei piccoli classici come "Mio capitano" (cantato in coppia con la rock-folk singer americana Ruth Gerson). E non si può dimenticare l’attività live di Massimo: circa 400 concerti dal ’94 ad oggi. Per non parlare della soddisfazione ottenuta nel giugno ’98, quando a Villafranca (VR) ha fatto da opening-act per il concerto di Bob Dylan; dell’incontro per un reading di poesia con Lou Reed e l’inclusione nel film documentario "Lou Reed rock’n’ roll heart" o del rapporto d’amicizia con il grande Steve Earle, con cui ha fatto di recente un concerto a Chiari (Bs), e ancora l’incontro con Joe Ely e Dave Alvin.
Nel 1999 "Diavoli & Farfalle" (CGD) ripropone la figura di Massimo Bubola all’attenzione generale. Pezzi "aperti" come "La ballata dei luminosi giorni" che rimanda al jingle jangle dei Byrds o di Tom Petty.
E tra il 2001 ed il 2002, dopo 25 anni di attività e quasi 200 canzoni pubblicate, escono gli album live di grande successo "Il cavaliere elettrico - vol. I, II & III" (Eccher Music). I dischi, frutto di sei registrazioni effettuate tra il 1997 ed il 2000 immortalano Massimo Bubola come uno dei migliori e più emozionanti live set in circolazione.

Il 29 Dicembre 2002 uscirà in 30.000 copie in tutte le edicole una raccolta che condensa il meglio de "Il Cavaliere Elettrico" intitolata "Niente Passa Invano".
Questa release, curata da "Elle U", collana musicale de L'Unità, contiene le registrazioni live di diverse canzoni storiche scritte da Massimo come "Il cielo d’Irlanda", "Corvi", altre scritte con Fabrizio De André, "Fiume Sand Creek", "Coda di Lupo", "Andrea", "Rimini" e ancora "Dove scendono le strade" scritta con i fratelli Severini (Gang).