Bob Marley

Canzoni contro la guerra di Bob Marley

Bob MarleyBob Marley nacque in Giamaica da madre di colore, Cedella Booker, e padre bianco, Norval Marley (che non conobbe mai davvero suo figlio, visto il sospetto con cui era vista dalle classi bianche agiate la storia di Norval con la madre di Bob). Bob iniziò la sua carriera di musicista suonando ska, poi si legò alla musica reggae, nuova evoluzione della musica giamaicana, insegnando e cantando per un lungo periodo negli anni '70 e '80; Marley è conosciuto soprattutto per il suo lavoro con il group reggae "The Wailers", la cui colonna portante era formata da altri due famosi musicisti reggae, Bunny Livingston e Peter Tosh. Livingstone and Tosh lasciarono successivamente il gruppo diventando artisti solisti di successo. Gran parte del suo lavoro della prim'ora fu prodotto da Coxsone Dodd allo Studio One. Si separò da Dodd, a causa della pressione finanziaria, e nei primi anni settanta pubblicò quello che è considerato da molti il suo miglior lavoro con Lee Perry. Anche se la coppia litigò violentemente per l'assegnazione dei diritti, i due si ritrovarono tuttavia a lavorare ancora insieme negli anni seguenti e rimasero amici fino alla morte di Marley.

Le canzoni di Marley sono in gran parte responsabili della diffusione di massa della musica reggae fuori dalla Giamaica. Firmò con l'etichetta Island Records di Chris Blackwell nel 1971, al tempo molto influente e innovativa. L'Island Records produceva molti artisti di successo, tra i quali i Genesis, John Martyn e Nick Drake.

Marley era noto anche per la sua devozione alla religione rastafariana. Divenne un missionario di fatto per la fede rastafari e la portò ala attenzione del mondo. Predicò la fratellanza e la pace per tutta l'umanità. Fino alla fine della vita fu anche battezzato nella chiesa ortodossa etiopica con il nome di Berhane Selassie.

Nel 1976 Marley fu vittima di un tentativo di omicidio. È generalmente accettato che questo tentato omicidio avesse motivazioni politiche, la politica giamaicana era molto violenta a quell'epoca. Infatti era prevista una sua partecipazione a un concerto in appoggio al primo ministro progressista della Giamaica, Michael Manley, e aveva ricevuto minacce di morte dopo l'annuncio della sua partecipazione. Sembra che l'attentatore fosse un sostenitore del partito conservtore della Giamaica, il Jamaica Labour Party, tuttavia non ci sono prove a sostegno di questa tesi, e in realtà a tutt'oggi non si sa chi fosse l'attentatore. Anche Rita Marley fu colpita alla testa, tuttavia entrambi sopravvissero.

Nel luglio 1977, Marley si trovò con una ferita nell'alluce destro, che lui pensava fosse causata da un incidente durante una partita di calcio. Successivamente durante un'altra partita di calcio l'unghia dell'alluce si staccò. Solo a quel punto fu fatta la diagnosi corretta. Marley aveva una forma di cancro alla pelle che cresceva sotto l'unghia dell'aluce. Gli fu consigliato di amputare l'alluce, ma lui rifiutò perché i Rasta rifiutano di farsi amputare parti del corpo.

Il cancro si propagò fino al cervello. Nell'estate del 1980 le sue condizioni si aggravarono, durante una serie di concerti al Madison Square Garden. Chiese aiuto al controverso specialista di tumori Josef Issels, ma era troppo tardi. Un mese prima della sua morte gli fu assegnato un importante riconoscimento dal suo paese natale. Il suo desiderio era di passare i suoi ultimi giorni in Giamaica ma la malattia si aggravò al punto di impedirgli di volare fino a casa e dovette atterrare a Miami. Morì a Miami l'11 maggio 1981. I suoi funerali, paragonabili a quelli di un re, unirono elementi di ortodossia etiopica e rastafarianesimo. È sepolto in una cripta a Nine Miles, vicino al suo paese natale. La sua morte prematura l'ha reso un personaggio leggendario.


(da wikipedia)