Fausto Amodei

Canzoni contro la guerra di Fausto Amodei

Cantautore e studioso di musica popolare, Fausto Amodei nasce a Torino dove fin da giovane milita nel movimento laico di sinistra Unità Popolare, organizzato intorno a Ferruccio Parri. Laureatosi in Architettura, scopre alla fine degli anni Cinquanta il repertorio dello chansonnier francese Georges Brassens, da lui in parte tradotto in dialetto piemontese. Con Michele Straniero, Giorgio De Maria, Emilio Jona, Sergio Liberovici e altri musicisti e letterati, fonda il movimento dei Cantacronache nel 1958. Durante gli anni sessanta continua a incidere sue canzoni, o rielaborazioni di canti popolari con il Nuovo Canzoniere Italiano, per i Dischi del Sole. Nel 1975 riceve il Premio Tenco insieme a Vinicius de Moraes, Umberto Bindi, Fabrizio De André, Enzo Jannacci e Francesco Guccini. Negli ultimi anni si è defilato da concerti e rassegne pur continuando ad alimentare il suo interesse per la canzone d’autore.

(Riccardo Venturi)

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Cantante e autore di nuove canzoni politiche, nato a Torino nel 1935, iniziò a studiare la fisarmonica molto giovane, ancora in periodo fascista. Studiò poi pianoforte per poi passare a suonare la chitarra su un repertorio di folklore internazionale, soprattutto francese e americano, e di canzoni di Brassens, repertorio assunto come termine polemico nei riguardi della canzonetta ufficiale di San Remo. Laureatosi in architettura, è stato anche deputato del Psiup. Fu tra i principali esponenti del gruppo di Cantacronache. Ha partecipato al primo e al secondo Folk festival di Torino. Nel 1960, in occasione dei moti di piazza contro il governo Tambroni, scrisse Per i morti di Reggio Emilia, canzone cui arrise un grosso successo di massa, cantata nel corso di ogni manifestazione operaia e studentesca. Con il Nuovo canzoniere italiano, ha preso parte, fin dal 1962, a spettacoli, incisioni discografiche, iniziative varie maturando nel contempo uno stile assai personale e coerente e scrivendo numerose canzoni assai efficaci nel descrivere i meccanismi della società capitalistica. Nel 1976 ha composto una cantata per sei strumenti e quattro voci intitolata " Il Partito ", ispirata alle memorie politiche di Camilla Ravera.

(da: http://digilander.libero.it/gianni61dgl/faustoamodei.htm)